Torino, il timelapse dell’ospedale alle Ogr 

Pubblicato da in data 17 Aprile 2020

(Abr/Adnkronos)

“Da oggi possiamo dire che la nostra regione ha un ospedale da campo che inaugureremo quando la struttura verrà smontata perché quello sarà il giorno di una nuova normalità”. Così il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, illustrando in videoconferenza Il completamento dei lavori della nuova area sanitaria all’interno delle Ogr di Torino, le Officine grandi riparazioni. Cirio ha ricordato che quando la struttura sarà smantellata, l’80% dei materiali saranno recuperati e messi a disposizione degli ospedali e della Protezione civile piemontesi per le future emergenze.

La struttura, operativa da domani , sarà dedicata, in particolare, a posti di terapia subintensiva e degenza per i pazienti affetti da Covid-19, per un totale di 92 posti letto dedicati prevalentemente alle post acuzie anche se ci saranno alcun letti di intensiva. All’interno della struttura lavoreranno un centinaio di persone, 40 medici, tra cui la delegazione arrivata lunedì da Cuba, e 60 tra infermieri e personale sanitario.

Cirio ha, quindi, ringraziato chi “in 12 giorni, in perfetto stile sabaudo, lavorando molto e parlando poco, ha permesso l’apertura di questa struttura per fronteggiare l’emergenza sanitaria” evidenziando come “ancora una volta le eccellenze della regione si sono messe in campo”. Già’ nelle prossime ore saranno trasferiti i primi pazienti.

La trasformazione delle dimostra come “il territorio in tutte le sue componenti si è messo in gioco, ha fatto la sua parte per garantire la gestione dell’emergenza”, ha detto la sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Intervenendo all’apertura della struttura ha aggiunto: “le Ogr hanno una forte valenza simbolica, rappresentano le grandi fasi di cambiamento della città, qui si riparavano i treni, poi è diventato luogo di cultura e turn, ora si sono trasformate in luogo di cura”.

“Il mio auspicio è che presto possa tornare a essere quel luogo, certo con regole diverse, dove tornare a vivere gli spazi culturali della città e poterci ritrovare a vivere in una normalità certamente diversa da quella di oggi”, ha concluso Appendino.


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