Dl liquidità, Sileoni (Fabi): “Non sono automatici i 25mila euro”  

Pubblicato da in data 19 Aprile 2020

Dl liquidità, Sileoni (Fabi): Non sono automatici i 25mila euro

Pubblicato il: 20/04/2020 09:52

Sul decreto liquidità, “abbiamo tre fasce di prestiti: il primo fino a 25mila euro. Non è automatico che il rappresentante dell’azienda che va in banca ottenga i 25mila Euro. Questi soldi devono nascere dal 25% della voce ricavi. E’ sufficiente avere un documento d’identità, serve un’autocertificazione dei ricavi e poi sottoscrivere un modulo. Dopodiché, in pochissime ore l’azienda avrà i soldi sul conto corrente e potrà ripagare il prestito dopo una moratoria di 24 mesi”. Così Lando Maria Sileoni, segretario generale Fabi (Federazione autonoma bancari italiani) ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’ su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Poi c’è la fascia da 25mila a 800mila euro: “qui c’è una garanzia statale al 90%. Anche qui vale la regola del 25% dei ricavi. Ci sarà un’istruttoria da parte della banca. Dal momento in cui viene presentata la domanda passeranno circa una quindicina di giorni prima dell’erogazione del prestito. Poi c’è la fascia sopra gli 800mila euro, anche qui è previsto il 25% ma non dei ricavi, bensì del fatturato”.

Quanto alle tensioni nelle filiali, Sileoni spiega che “nell’ultimo mese abbiamo registrato diversi episodi, le forze dell’ordine ne sono a conoscenza. Ci sono stati atti di violenza, prevaricazioni ed offese ai lavoratori bancari, minacce ai direttori. Questo è un problema che parte da lontano, il sistema bancario paga anche i recenti scandali bancari e il fatto che la politica abbia la convinzione che parlare bene del settore bancario in Italia possa far perdere voti”.

A questo, spiega Sileoni, “si aggiunge la crisi economica drammatica e si fa presto a prendersela con chi lavora in banca. Questo deve assolutamente fermarsi. Abbiamo scritto al Viminale e il ministro dell’Interno e i prefetti hanno subito recepito la nostra richiesta”. Infine le rapine: “ovviamente in questo periodo sono quasi allo zero. Però è un po’ di tempo che durante la notte vanno con i pickup, agganciano i bancomat e se li portano via”.

Proprio per questo la Fabi ha attivato una task force per monitorare eventuali episodi di tensioni che potrebbero verificarsi, a partire da oggi, con il via alle richieste di finanziamenti garantiti dallo Stato grazie al decreto legge liquidità. La segreteria nazionale del principale sindacato dei bancari si è mobilitata, si legge in una nota, “chiedendo a tutti i dirigenti sindacali, ai coordinatori nazionali, aziendali e di gruppo, di segnalare situazioni di prevaricazioni ed offese a danno delle lavoratrici e dei lavoratori bancari”. “Così sconfiggiamo il virus della violenza”, ha scritto Sileoni, in una comunicazione inviata a tutte le strutture dell’organizzazione nella quale si sottolinea che il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e tutti i Prefetti dell’intero territorio nazionale hanno assicurato, per questi giorni, la massima presenza e vigilanza delle agenzie di banca. “La Fabi ringrazia profondamente il ministro Lamorgese e i Prefetti d’Italia. Invitiamo tutti i dirigenti sindacali Fabi a stringersi intorno ai nostri colleghi con determinazione ed una attenta e puntigliosa vigilanza”, ha aggiunto Sileoni.


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