Leonardo, bis per Profumo. Carta new entry 

Pubblicato da in data 19 Aprile 2020

Leonardo, bis per Profumo. Carta new entry

(Fotogramma)

Pubblicato il: 21/04/2020 01:08

Continuità per l’amministratore delegato, new entry per la presidenza. Anche per il rinnovo del vertici di Leonardo si conferma lo schema seguito dal Governo nella partita per la scelta dei nuovi cda delle grandi controllate pubbliche per il triennio 2020-2022. E così a fare il bis sarà Alessandro Profumo nel suo incarico di ceo. Una nomina, questa, che costituisce la prima riconferma di un ad del gruppo dell’aerospazio e difesa dopo l’era di Pierfrancesco Guarguaglini. Al posto di Gianni De Gennaro, che lascia il gruppo di Piazza Montegrappa, arriva Luciano Carta alla presidenza.

Tre anni fa l’approdo di Profumo al vertice di Leonardo aveva destato una certa sorpresa. Classe 1957, genovese, laureato in economia aziendale alla Bocconi, quella di Profumo è stata una carriera tutta tra banche e finanza: da quando muove i primi passi, nel 1977, al Banco Lariano, per arrivare 10 anni dopo in McKinsey e poi in Bain, Cuneo& Associati. Nel 1991 lascia il settore della consulenza aziendale per ricoprire l’incarico di Direttore Centrale responsabile dei settori bancario e parabancario per la Ras. Nel 1994 entra al Credito Italiano (oggi UniCredit) dove viene nominato Condirettore Centrale, con l’incarico di responsabile della direzione pianificazione e controllo di gruppo. Un anno dopo ricopre la carica di Direttore Generale e, nel 1997, viene nominato ad del Gruppo UniCredit, carica che mantiene sino a settembre 2010. Nell’aprile 2012 diventa presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena, ruolo che mantiene sino ad agosto 2015. Nel settembre 2015 diventa Consigliere e Presidente di Equita Sim, cariche che ricopre sino a maggio 2017.

E poi il salto nel mondo dell’aerospazio e difesa ai comandi dell’ex Finmeccanica. Un salto non da poco ma Profumo non ci mette molto per conoscerlo e, per sua stessa ammissione, per appassionarsi. “Se avessi saputo che era così divertente, avrei smesso prima di fare il banchiere”, ha ammesso.

Alla cloche di Leonardo Profumo siederà con Luciano Carta. Nato a Carbonia, nel Sulcis, 63 anni fa, vanta una lunghissima carriera nella Guardia di finanza, di cui è stato generale di corpo d’armata fino al 2014. È plurilaureato. Prima in Giurisprudenza a Cagliari, poi Scienze della sicurezza economico finanziaria e ancora in Scienze politiche, oltre ad aver conseguito numerosi master. Attualmente era direttore dell’Aise, l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna, dove era stato nominato nel novembre del 2018 dopo essere stato vicedirettore per un anno.

È autore di diverse pubblicazioni in materia fiscale e ha avuto incarichi di docenza presso l’Università dell’Aquila, la scuola di management della Luiss, la scuola di Polizia tributaria e l’Accademia del corpo. È stato consulente della Commissione Parlamentare antimafia nella XIV legislatura. E ora un’altra importante nomina manageriale, una nomina di prestigio per Carta. Di lui si dice che abbia “le caratteristiche di molti sardi: rigoroso, riservato e tenace come pochi”.

Il nuovo vertice si insedia nel pieno dello tsunami dell’emergenza coronavirus che ha colpito l’economia mondiale. Un orizzonte carico di incognite che Leonardo affronta forte dei risultati di bilancio e dei risultati ottenuti nell’attuazione del nuovo piano industriale. Gli ordini cumulati 2018-2019 pari a circa 30 miliardi, al di sopra delle aspettative; i nuovi ordini 2019 sono pari a 14,1 miliardi, +16,6% al netto della commessa NH90 Qatar del 2018, la redditività (RoS) pari a 9,1%, 10,1%, se si esclude l’effetto delle attività passanti FOCF pari a 241 milioni, al di sopra della Guidance per il secondo anno consecutivo. Un percorso quello di Leonardo che ha visto anche crescere gli occupati di circa 3000 unità oltre quota 49mila. Risultati che, come ha detto Profumo, si accompagnano a “una visione chiara del nostro percorso strategico: rafforzare e trasformare il business per crescere e accelerare il processo di innovazione per incrementare la competitività nel lungo periodo”.


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