Brusaferro: “Circolazione del virus sta rallentando” 

Brusaferro: Circolazione del virus sta rallentando

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Pubblicato il: 21/04/2020 09:24

“Gli indicatori ci mostrano che la circolazione del virus sta rallentando, non dobbiamo dilapidare questa grande conquista fatta con il sacrificio di tutti, dobbiamo continuare a muoverci sperimentando, lavorando insieme e muovendoci in maniera consapevole”. Così Silvio Brusaferro, presidente Istituto Superiore di Sanità, in collegamento con Agorà su Rai3.

“Credo che dal punto di vista tecnico-scientifico i punti essenziali che dobbiamo avere in mente sono due: da una parte dobbiamo iniziare con grande cautela a sperimentare aperture, partendo dalle cose più essenziali, e misurare l’impatto che provocano in termini di circolazione dell’infezione, questo ci porta al secondo punto, che è quello di avere un sistema di monitoraggio molto stretto, tempestivo e stringente a livello delle realtà locali per monitorare come le misure che vengono adottate impattano in termini di nuovi casi, di occupazione di posti letto con persone che si ammalano”, spiega.

Parlando dell’eventualità di un ritorno dell’infezione in autunno, Brusaferro spiega che “siamo certi che, se non adottiamo tutte le misure di distanziamento sociale e non monitoriamo l’impatto delle misure che adottiamo, il Covid può tornare perché non è scomparso, è tra di noi, sta circolando. L’abbiamo contenuto grazie alle misure adottate e grazie agli sforzi di tutti gli italiani”. “Facciamo un passo alla volta, lavorando insieme possiamo cercare di uscire, misurando quello che stiamo facendo, monitorandolo ed essendo tutti consapevoli che è uno sforzo dell’intero Paese”, dice.

“In questo momento – afferma Brusaferro – dobbiamo escludere tutte quelle attività che prevedono aggregazioni, presenza contemporanea di centinaia di persone o migliaia in spazi ristretti. Non sono attività che possiamo immaginare nell’immediato futuro e fino a quando non avremo un vaccino”. Quindi “grandi raduni, come concerti o raduni nelle piazze, sono oggi attività che metterebbero a rischio le persone che vi partecipano e le persone con le quali entrano in contatto tornando a casa. Dovremo mantenere il distanziamento fisico”.

Sulla vaccinazione anti-influenzale, dice, “noi dobbiamo proporre e sostenere vaccinazioni dimostrate utili e fare in modo che questo tipo di protezione avvenga. Le vaccinazioni sono importanti e il fatto che oggi abbiamo il Covid non vuol dire che altre patologie non ci siano”. Sui trasporti occorre “immaginare una distribuzione degli orari tale da evitare che ci siano orari di punta. Sappiamo – spiega – che gran parte delle persone si muove in determinate fasce orarie soprattutto nelle grandi città. Questi affollamenti non ci consentono di garantire un contenimento della diffusione del virus. Quindi bisognerà riorganizzare i mezzi pubblici ma anche gli orari di accesso ai posti di lavoro, spalmandoli su fasce orarie molto più ampie”.