25 aprile, Boldrini: “C’è bisogno di resistenza anche oggi”  

Pubblicato da in data 21 Aprile 2020

25 aprile, Boldrini: C'è bisogno di resistenza anche oggi

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Pubblicato il: 22/04/2020 14:21

“Il 25 aprile è la più importante festa nazionale del Paese, la festa della Liberazione dal nazifascismo. E’ la festa della democrazia e della libertà. Quest’anno, poi, è data tonda: sono 75 anni”. Lo dice Laura Boldrini, a proposito del 25 aprile. “Ricordo cinque anni fa quando facemmo una celebrazione straordinaria alla Camera con partigiani e partigiane, le alte cariche, e qualcuno intonò Bella ciao. Una delle iniziative più importanti dei miei 5 anni da presidente della Camera”, premette la deputata del Pd, interpellata dall’Adnkronos, annunciando tra l’altro la sua adesione all’iniziativa dell’Anpi.

La ex presidente della Camera mette al riparo la ricorrenza da ogni forma di ‘attacco’: “Le considerazioni di chi utilizza le vittime del coronavirus mirano a strumentalizzare la festa nazionale. Mischiare le due cose è qualcosa di irricevibile. Poi, è chiaro che in questi festeggiamenti ci sarà anche una riflessione su quanto sta accadendo, sulla dura prova che sta vivendo il Paese e sulla resistenza che deve dimostrare e che sta dimostrando il Paese”.

La Boldrini non ha dubbi: “Anche ora c’è bisogno di resistenza e di unire le forze come fece la Resistenza allora, perché non quella lotta non fu di parte, parteciparono tutti quelli che ambivano alla libertà, fu un moto di popolo. Oggi dobbiamo ugualmente unirci per resistere a questa minaccia che stiamo affrontando, lo dobbiamo fare stringendoci tutti assieme”.

Sul parallelo tra il 25 aprile e la ricorrenza che quest’anno cade in una situazione di piena emergenza, la Boldrini spiega: “75 anni fa c’era da risollevare un Paese da macerie morali e materiali, rimettere in piedi una società, un assetto nuovo, immettere democrazia dopo 10 anni di dittatura. Ora abbiamo anche una sfida ma stiamo agendo in un assetto democratico, parliamo di rinascita ma di due situazioni molto diverse. Oggi c’è da rimboccarsi le maniche ma il quadro democratico c’è, dopo la guerra e la liberazione c’era da reinventarsi tutto e ripartire da zero”.


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