25 aprile, Moni Ovadia: “Popolo italiano è fregnaccia, solo Costituzione ci rende Nazione” 

25 aprile, Moni Ovadia: Popolo italiano è fregnaccia, solo Costituzione ci rende Nazione

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Pubblicato il: 23/04/2020 12:06

di Roberta Lanzara

“Questi fascistoidi si mettano in testa che la democrazia italiana è nata dalla Resistenza come anche la Costituzione repubblicana, che è l’unica cosa che ci rende una Nazione. Perché il popolo italiano è una assoluta fregnaccia”. A sparare a zero è Moni Ovadia uomo di teatro e scrittore, nato in Bulgaria da famiglia ebraico-sefardita, che alterna premi a lauree honoris causa e riconoscimenti per l’impegno civile.

“Se noi fossimo un popolo, il nostro sud non starebbe dov’è e non avremmo le tre criminalità organizzate. La connotazione romantica di ‘popolo’ ha avuto la sua funzione ma oggi – rileva – non ha verità alcuna. Se ci fosse stato un popolo, non ci sarebbero state le guerre civili. I fascisti italiani hanno lasciato massacrare dai tedeschi i loro concittadini. Questa retorica nazionalista di popolo dunque è una fesseria”.

Ovadia rimarca: “Se la ‘carta sacrale’ nasce dalla resistenza anti-fascista, la Costituzione per suo assetto è divisiva. Come direbbe Feltri: ‘è fattuale’. L’Italia deve diventare un paese serio: o giuri, o cambi nazione, o cambi la Costituzione. Quindi la finiscano con queste sciocchezze e si giuri sull’anti-fascismo. Il mondo per dichiararci solidarietà non canta l’Inno di Mameli ma Bella Ciao. Prima di parlare attacchino l’interfaccia. Non capisco perché ogni volta dobbiamo sentire queste litanie”.

Lo scrittore ironizza: “Sanno anche essere fantasiosi, quelli di Forza Nuova che credono che siamo tutti cretini: Adesso parlano di ‘liberazione dalla dittatura sanitaria’. Ma il loro scopo è quello di fare dimenticare un vecchio capitolo della storia italiana perché gli piacerebbe ricominciare da capo, per fare cosa? Lo abbiamo visto nel ventennio”.

“E alle gentili signore – incede con sarcasmo – ricordo che ai tempi del Duce le donne o erano fattrici, o stavano nei bordelli e raramente erano intellettuali. Se sono diventate ‘cittadine’, è grazie alla resistenza anti fascista. Mi meraviglio che Alessandra Mussolini ancora contrasti il 25 aprile: sotto il fascismo avrebbe potuto fare le sue grandi battaglie civili per denunciare la violenza sulle donne e chiedere una legge del genere?”.

Quindi l’artista si rivolge al Colle: “Mi stupisco anche dei presidenti della Repubblica che non chiariscono una volta per tutte la faccenda: molti fascisti furono reintegrati dopo l’aministia di Togliatti dagli americani nelle polizie, per ragioni anti sovietiche. E’ così noi ce li siamo ritrovati poi dentro le strutture dello Stato ed è la ragione per la quale l’Italia ha avuto le stragi”. Ovadia conclude: “Mattarella con una esternazione dovrebbe dire chiaramente ed una volta per tutte: Facciamola finita con questa storia! La democrazia italiana è antifascista. La Costituzione repubblicana è antifascista. Il 25 aprile è la festa istitutiva della democrazia italiana. Il minimo che possono fare i dissenzienti è tacere”.