Fase 2, Crisanti: “Aspettare ancora, possibili altri contagi” 

Fase 2, Crisanti: Aspettare ancora, possibili altri contagi

(Afp)

Pubblicato il: 24/04/2020 10:54

“La prudenza deve prevalere”. Mentre l’Italia si prepara alla fase 2 dell’emergenza coronavirus, risuona chiaro il monito di Andrea Crisanti, ordinario all’università di Padova e direttore del laboratorio di Microbiologia del Policlinico, intervistato da ‘Il Mattino’. “Tutti quelli che si affannano e spingono per riaprire – avverte il virologo – non si rendono conto delle conseguenze a lungo termine”. La minaccia potrebbe essere infatti una nuova ondata di contagi: “Occorre attrezzarsi per scongiurarla. Capisco le esigenze di carattere economico e sociale”, ma per l’esperto “i problemi non si risolvono riaprendo”.

Secondo Crisanti “occorre aspettare ancora per vedere se i casi diminuiscono e implementare le misure di protezione”. Se da un lato i cittadini devono fare la loro parte (evitare assembramenti, usare protezioni e “scaricare la app per la tracciabilità”), le istituzioni devono “innanzitutto essere pronte per spegnere nuovi focolai e aumentare la capacità di effettuare tamponi ed esami sierologici per fare diagnosi. Situazioni che si sono verificate a inizio epidemia non sono più giustificabili”.

Ma allora come fare per ripartire in sicurezza? “Le misure economiche devono variare, ovviamente, da impresa a impresa – risponde il virologo – Vanno regolate attraverso una serie di linee guida. Di certo, tutte devono collaborare con le autorità sanitarie locali per adeguarsi”. Andrà bene? “Mi aspetto un po’ di passi avanti e un po’ di passi indietro”, prevede Crisanti che sul ‘nodo’ trasporti pubblici chiarisce: “Situazioni di assembramento possono favorire la trasmissione del virus. Evitandole, e portando tutti mascherina e guanti, i mezzi pubblici non sono, però, pericolosi”.

Per spiegarsi meglio l’esperto riporta un aneddoto personale. “Anni fa sono stato in Circumvesuviana per raggiungere Pompei, e lo ricordo ancora: non c’era posto neanche per uno spillo. Certo, in quelle condizioni non si può viaggiare. Ma si può fare sanificando le carrozze, aumentando la ventilazione, i vagoni e la frequenza delle corse”.

“Il virus sembra sensibile alle alte temperature, l’estate può essere l’occasione per recuperare tutto ciò che abbiamo perso”. Ma “dimentichiamo le vacanze, pensiamo all’Italia, a recuperare, e preoccupiamoci più che altro di ottobre e novembre: che non ricominci l’epidemia”, prosegue.

A chi osserva che anche il turismo può far ripartire l’Italia, il virologo risponde: “Facciamolo fare agli stranieri, ammettendoli con i dovuti controlli e, perché no, prevedendo soggiorni per almeno 16 giorni”. “Niente viaggi brevi – propone l’esperto – così li teniamo anche di più nel Paese”.