Coronavirus, barriere in plexiglass dalla Brianza a Dubai, ‘presi d’assalto’ 

Pubblicato da in data 26 Aprile 2020

Coronavirus, barriere in plexiglass dalla Brianza a Dubai, 'presi d'assalto'

Maurizio Cozzani, ad Eurostands

Pubblicato il: 27/04/2020 18:56

La favola di Eurostands continua. L’azienda di Cavenago di Brianza specializzata in allestimenti fieristici qualche giorno fa ha fatto partire un camion colmo di colonnine igienizzanti. Direzione: Yves Saint Laurent, Parigi. Un altro carico partirà per Austria e Germania e un altro ancora volerà a Dubai, per altri top brand.

“Siamo stati presi d’assalto”, racconta l’amministratore delegato, Maurizio Cozzani, che ammette di essere ancora disorientato dalla svolta.

A inizio marzo, la scelta giusta al momento giusto: dopo lo stop agli eventi e alle grandi fiere nazionali imposto per evitare il propagarsi dell’epidemia di covid19, Eurostands si è riconvertita e ha iniziato a produrre barriere in plexiglas per farmacie e negozi, che sono subito andate a ruba. Tanto che le sue ‘Covistop’, questo è il nome del prodotto, sono comparse anche sul sito dell’Unido, l’Agenzia dell’Onu per lo Sviluppo Industriale, tra le “tecnologie italiane” per rispondere al coronavirus.

“Ci ha riempito di orgoglio, così come essere riusciti a pagare tutti gli stipendi. Oggi in azienda sono rientrati in 45 (su 105 dipendenti, ndr), di cui dodici progettisti, ma in settimana arrivano i rinforzi perché non stiamo dietro alle richieste“, racconta l’imprenditore all’Adnkronos.

Per Eurostands, il covid19 ha rappresentato una nuova linea produttiva, che diventerà una business unit dell’azienda. Il ‘covistop’, la piccola barriera per i farmacisti e piccoli alimentari, è stato solo l’inizio. “Adesso produciamo colonnine igienizzanti, distributori di guanti, schermi e pareti protettive su misura”.

Anche il plexiglass, materiale di cui l’azienda ha acquistato finora 1.500 lastre per un totale di 10.200 metri quadrati, è una materia prima “momentanea”, destinata a essere sostituita dal vetro. “Con il plexiglass si risolve un problema che dura un breve periodo, mentre il vetro è un materiale duraturo”. Tra l’altro, il plexiglass “sta iniziando a scarseggiare sia in Italia che in Europa, dove siamo andati a cercarlo potenziando l’ufficio acquisti”.

Nell’ultimo mese, “abbiamo investito non meno di 250mila euro. E per gli acquisti di materie prime spendiamo 20mila euro al giorno. Insomma, ci abbiamo creduto”. Tanto più che ora il mondo, almeno per un po’, è destinato a cambiare le sue abitudini. “In futuro cambierà il modo di progettare gli spazi. Oggi bisogna pensarli con le barriere, immaginando la distanza di un metro e ottanta tra le persone”, spiega Cozzani.

I prossimi clienti potrebbero essere bar e ristoranti, destinati a riaprire a giugno, secondo le ultime decisioni del Governo Conte sulla Fase 2. “Abbiamo immaginato una parete covistop tra un tavolo e l’altro che sia anche un oggetto di design, uno schermo che non metta angoscia, anche perché altrimenti al ristorante non ci andrà più nessuno”.

Di grandi competitor per Eurostands finora non c’è traccia. “In questo mercato ora di spazio ce ne sarebbe per tutti, ma per ora vedo solo piccole aziende a livello locale”. Un limite perché “noi non possiamo consegnare ovunque, ma gli ordini arrivano da tutta Italia“.

(di Vittoria Vimercati)


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