A 17 giorni di vita operato per grave malformazione viso 

A 17 giorni di vita operato per grave malformazione viso

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 30/04/2020 15:29

L’emergenza Covid-19 non ha fermato il bisturi di un’équipe dell’ospedale San Gerardo di Monza. Per loro un’impresa molto delicata: operare un neonato a soli 17 giorni di vita, colpito da una grave malformazione facciale congenita. Il piccolo che fin dalla nascita è stato costretto alla respirazione assistita e all’alimentazione tramite sondino naso-gastrico, oggi è salvo e in via di dimissione. Per lui ora “la prospettiva di una vita normale”, dicono i medici.

E’ una storia clinica a lieto fine quella raccontata dall’Asst di Monza per un neonato venuto al mondo con una rara malattia nel destino: si chiama ‘Sequenza di Pierre Robin’. “E’ una malformazione congenita caratterizzata da un ridotto sviluppo della mandibola associato a una caduta posteriore della lingua che può avere come conseguenza un grave problema respiratorio ostruttivo – spiega Alberto Bozzetti, direttore dell’Unità operativa di Chirurgia maxillo facciale – Si presenta in un bambino ogni 8.500 nuovi nati. In molti casi il piccolo paziente ha necessità di una ventilazione assistita strumentale e l’alimentazione deve essere fatta attraverso un sondino naso-gastrico”.

E’ quello che è successo al piccolo che, dopo la nascita, era stato trasferito nella Terapia intensiva neonatale e affidato alle cure della dottoressa Tiziana Fedeli. In casi come questo, spiega Bozzetti, “se il quadro clinico non migliora diventa necessario un intervento chirurgico maxillo facciale molto delicato e per alcune peculiarità complesso e rischioso. Si devono applicare dei ‘distrattori mandibolari miniaturizzati’ che permettono di allungare la mandibola, dopo aver praticato una sezione controllata dei piccoli rami mandibolari”.

Nei giorni successivi all’intervento chirurgico, illustra Bozzetti, “la mandibola viene allungata attivando giornalmente i distrattori fino ad arrivare a 25 mm di allungamento totale. Questo permette di liberare la via respiratoria e ripristinare una corretta anatomia dello spazio aereo-faringeo per consentire una respirazione spontanea. Il neonato in questo modo potrà respirare e alimentarsi autonomamente, senza necessità di assistenza ventilatoria, riprendendo il suo accrescimento e il suo sviluppo”. Il piccolo è stato operato dai chirurghi maxillo facciali Fabio Mazzoleni e Giorgio Novelli e dagli anestesisti pediatrici Alessandra Moretto e Giovanni Alberio, che smessi i panni di medici Covid, hanno indossato quelli da équipe chirurgica maxillo facciale pediatrica.

L’intervento e il successivo allungamento mandibolare “hanno avuto un immediato successo”, assicurano dall’ospedale, permettendo di rimuovere la terapia ventilatoria assistita. Così il neonato è tornato a respirare autonomamente e ora il suo ritorno a casa non è più un miraggio ma realtà. L’équipe guidata da Bozzetti è nell’European Reference Network on Rare craniofacial anomalies and Ent disorders. In più è stata di recente eletta a presidente della European Society for Cleft Lip and Palate and Craniofacial Anomalies Maria Costanza Meazzini, dello staff della Cattedra di Chirurgia maxillo facciale. Completa il quadro la presenza nel board europeo di Fabio Mazzoleni e Giorgio Novelli, ai quale è stato affidato il compito di organizzare il Congresso nel 2023.

“Abbiamo operato un neonato di 17 giorni che necessitava di un intervento chirurgico indispensabile per la sua sopravvivenza in mezzo all’emergenza Covid – commenta Mario Alparone, direttore generale dell’Asst di Monza – Abbiamo garantito un trattamento di eccellenza alternando, senza sosta, l’impegno di chirurghi, anestesisti e operatori sanitari tra reparti Covid e sale operatorie per far fronte a una situazione inderogabile. In un momento drammatico come questo e nella fase di ripartenza che dovremo affrontare, questa storia rappresenta un messaggio positivo del Sistema sanitario nazionale pubblico lombardo”.