Fase 2, Fontana: “Governo ha perso credibilità” 

Fase 2, Fontana: Governo ha perso credibilità

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Pubblicato il: 04/05/2020 08:55

“L’epidemia ha confermato che le Regioni hanno bisogno di più autonomia. Lo Stato centrale non riesce a gestire tutto, non conosce le diverse esigenze dei territori”. Lo dice il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, in un’intervista a Libero nel primo giorno della Fase 2. Secondo il presidente della Regione il Governo è in difficolta. “Hanno fatto la scelta – afferma – di partire dal particolare con i codici Ateco, quelli sulle attività indispensabili, anziché dalle regole generali. Così sono entrati in un groviglio da cui è difficile uscire, perdendo un po’ di credibilità”.

Fontana non è in disaccordo con le scelte della governatrice della Calabria, la forzista Jole Santelli, che ha deciso di permettere a bar e ristoranti di riaprire. “Perfino Renzi ha detto che la Santelli ha fatto bene. La governatrice – spiega – ha dovuto farlo per non dare spazio alla malavita organizzata, ma non illudiamoci che questo sia un problema solo del Sud. Il governo non ha mandato soldi, impedisce di riaprire e presto chiederà le tasse. Anche a Milano ci sono molti che potrebbero decidere di svendere la propria attività alla malavita piuttosto che fallire. Dobbiamo alzare le antenne tutti insieme per contrastare questo rischio”.

La proposta dei governatori del centrodestra era “l’unica proposta seria”, ovvero con “regole rigidissime di sicurezza e libertà di aprire per chiunque le rispetti. Il codice Ateco sulle attività economiche essenziali non è logico. Per un barbiere o un ristoratore la sua attività è essenziale”.

Contro la Lombardia, prosegue, è stato messo in atto “un attacco politico per far perdere credibilità a centrodestra e Lega. La maggioranza a Roma è in difficoltà e per screditare una Regione che è il fiore all’occhiello dell’amministrazione del centrodestra, si scatena una campagna politica e mediatica contro la Lombardia. Quando sei più ricco e funzioni, crei invidia. Meglio così però piuttosto che arrancare”.

E ancora: “Chi attacca il modello lombardo è in malafede. La Lombardia è grande, noi abbiamo avuto due focolai, ma metà della Regione, penso alle province di Varese, Como, Lecco, Sondrio, ha avuto meno contagi in percentuale di alcune zone del Veneto, delle Marche, del Piemonte e dell’Emilia-Romagna. Non è questione di modello, ma di focolai”. Sulla zona rossa mancata di Alzano Lombardo e Nembro ribadisce: “L’abbiamo chiesta per Codogno e per la Bergamasca. Il governo ha dato il via libera per la prima e non per la seconda (….) C’erano già i militari per chiuderla, ma il governo ha atteso il 7 e poi non lo ha fatto. Io non comando le forze armate e da solo non potevo andare avanti”.