Silvia Romano, appello del parroco: “Grande rispetto per ciò che ha deciso e vissuto” 

Pubblicato da in data 9 Maggio 2020

Silvia Romano, appello del parroco: Grande rispetto per ciò che ha deciso e vissuto

(Fotogramma)

Pubblicato il: 10/05/2020 19:55

di Elena Davolio

“Grande rispetto per ciò che Silvia Romano ha vissuto e per ogni sua decisione”. Don Enrico Parazzoli, parroco di Casoretto, quartiere di Milano dove vivono i genitori della giovane cooperante liberata ieri dopo il lungo sequestro, attraverso l’Adnkronos invita al massimo rispetto nei confronti di una persona che “per un lungo anno e mezzo ha rischiato ogni giorno la vita, chiedendosi quotidianamente se avrebbe visto il domani”.

Il monito del sacerdote è rivolto soprattutto all’eccessivo clamore dato ad una ipotetica conversione di Silvia all’Islam: “Nessuno di noi sa cosa significhi essere rapiti, essere in una costrizione psicologica, e poi il concetto di conversione per l’Islam è più contrattuale, è una sorta di contratto: ti impegni ad osservare determinate regole e questo ti garantisce una sorta di protezione. Che ne sappiamo noi se magari le hanno detto ‘o ti sposi o te ne facciamo di tutti i colori’? Su questa cosa ci vuole silenzio di chi non sa e rispetto”.

Don Enrico denuncia una sorta di “ipertrofia da informazione. Invece, su questa vicenda ci vuole un infinito rispetto, la cosa più sensata l’ha detta Silvia spiegando di stare bene fisicamente e mentalmente e di desiderare solo ritrovare gli affetti e la famiglia. E’ la cosa più giusta”.

Quanto al fatto che la dichiarazione sulla conversione all’Islam è uscita dalla stessa Silvia, il parroco sospetta che “se lo ha detto è perché quando succedono queste cose autorizzano a dire il minimo indispensabile. Se lo ha detto vuole dire che era importante dirlo, magari per una sorta di accordo”.

Oggi nel quartiere di Casoretto è stata giornata di festeggiamenti in attesa del ritorno a casa di Silvia Romano. “Mi ha chiamato molta gente anche fuori da quartiere, – dice don Enrico – ho scoperto che molti scout erano coinvolti, qualcuno mi ha detto che verrà per la festa. Ai tempi del Covid faremo una cosa easy sotto casa poi troveremo il sistema per non contagiarci”.


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