Locatelli (Css): “Da mercoledì capiremo effetti riaperture” 

Pubblicato da in data 10 Maggio 2020

Locatelli (Css): Da mercoledì capiremo effetti riaperture

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 11/05/2020 09:27

L’impatto delle prime riaperture disposte in Italia dopo la fase 1 della crisi Covid-19 inizieranno a manifestarsi “nella seconda parte di questa settimana”, considerando che “il tempo medio di contagiosità del virus è di 5-7 giorni. Da mercoledì, se abbiamo avuto degli effetti negativi, dovremmo cominciare a vederli. Attendiamo con impazienza, ma anche con fiducia”. E’ ottimista Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts) per l’emergenza coronavirus. In un’intervista a ‘il Messaggero’, l’esperto conferma che “chiudere è servito davvero“; invita a non cedere all’euforia, ma confida che R0, l’indice del contagio, non risalga sopra 1: “Spero proprio di no – dice – Le scelte del Governo sono state oculate, con gradualità e progressione attenta della ripresa delle attività produttive non essenziali”.

“Il periodo buio ce lo siamo messi alle spalle”, spiega Locatelli che invita a custodirne il “ricordo per non farci più tornare in una situazione come quella che abbiamo vissuto a febbraio. Se ci sarà una seconda ondata, la sua magnitudine sarà almeno in parte condizionata da quanto saremo stati capaci di fare le scelte giuste”. Riguardo alla possibilità che il dato di R0 torni a crescere, “un rischio teorico c’è – ammette il numero uno del Css – ma conto sulla maturità che tutta l’Italia ha mostrato. La cultura del rispetto di se stessi e degli altri ha permeato in maniera importante le coscienze di questo Paese. Anche questa settimana ho visto molti più comportamenti responsabili e maturi, rispetto a pochi episodi di irresponsabilità”.

Una buona premessa in vista dell’estate, che arriverà anche se sarà “differente. Avremo modo di viverla reimpostando il nostro stile di vita”, però secondo il medico “avremo la possibilità di goderci, pur con l’attenzione del caso, i luoghi di villeggiatura, il mare e la montagna”.

Locatelli ha fiducia negli italiani e lo ripete in un’intervista a ‘la Repubblica’. Gli assembramenti fotografati sui Navigli a Milano e sulla spiaggia di Mondello sono “due casi isolati. Ieri – sottolinea – tornando a casa dall’ospedale ho visto tante persone con la mascherina e pochissime senza. Fuori dai negozi c’erano code ordinate, dove si rispettava la distanza di un metro. Stiamo avendo una dimostrazione di maturità dal popolo italiano, non è banale”. Mascherine e distanziamento “ormai sono un riflesso condizionato”, ritiene lo specialista. “Abbiamo imparato la lezione soprattutto perché ha comportato un carico di dolore per tutti noi. Anche chi non è stato toccato personalmente dalla tragedia di una perdita, ha visto le immagini e letto le storie. Questo ha fatto aumentare la sensibilità al rispetto, oltre che di se stessi, anche e degli altri. E ora queste misure non farmacologiche di prevenzione sono imprescindibili”.

Quanto alla ‘mappa delle riaperture’, “fino al 18 teniamo un approccio uniforme – prosegue Locatelli – poi auspicabilmente, confortati dai dati epidemiologici, si possono pensare differenziamenti regionali”. Nell’autorizzare gli spostamenti fra una regione e l’altra “va vista l’evoluzione epidemiologica. Seguiamo un principio di gradualità e progressiva implementazione delle strategie di riapertura. Ovviamente si partirà da chi è in una situazione migliore”, anche per gestire gli spostamenti dell’estate e arrivare pronti all’autunno. E a ottobre cosa accadrà? “I mesi freddi non aiutano con i virus respiratori – risponde l’esperto – e poi ci sarà anche il fattore confondente dell’influenza. Per questo è possibile che ci sia questa seconda ondata. Ma potrebbe anche essere di dimensioni assai più modeste perché la affronteremo con mascherine e distanziamento, armi che non avevamo all’inizio dell’epidemia di febbraio. Dobbiamo essere responsabili”, ribadisce.

Fra i medici diventati più popolari in questi mesi di interviste, dirette social e maratone televisive, Locatelli si è guadagnato un’imitazione di Maurizio Crozza. E l’ha gradita: “Sono assolutamente morto dal ridere – afferma – Anche familiari e amici mi hanno preso per i fondelli come è giusto che sia. Mi ha fatto piacere che abbia usato verbi come scotomizzare e embricare. Lui è bravissimo, e per quanto mi riguarda l’autoironia è fondamentale”.


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