**Fase 2: a ‘Le Cornelle’ di Bergamo la natura va avanti con nuove nascite in attesa di riaprire** 

Nel parco Le Cornelle la natura va avanti con nuove nascite in attesa di poter riaprire

Uno dei fenicotteri nati da poco a Le Cornelle

Pubblicato il: 12/05/2020 15:29

di Silvia Mancinelli

“Siamo chiusi, come tutti, abbiamo ridotto il personale, alcuni sono in cassa integrazione, ma non siamo una azienda che chiude e non ha più spese. Qui nel parco abbiamo 1200 animali e il loro benessere va garantito sempre, dal nutrimento alla loro cura, per questo i veterinari non possono mancare. Gli incassi mancano, mezza stagione l’abbiamo persa, ma le spese sono per noi quotidiane: il parco ha un costo di 8, 10mila euro al giorno“. A parlare all’Adnkronos è Nadia Benedetti, proprietaria insieme alla famiglia del Parco Faunistico Le Cornelle a Valbrembo, in provincia di Bergamo. “Ovviamente un po’ di risorse ci sono, adesso aspettiamo entro fine settimana delle risposte, avendo consegnato dei protocolli in Regione, Ats e Prefettura – aggiunge – ci siamo organizzati, avremo delle entrate contingentate e speriamo in una possibile riapertura il 18 maggio”.

“I mesi più importanti sono andati, speriamo di riaprire per fare almeno la metà dell’anno scorso, per coprire se non altro i costi. Recentemente sono nati due fenicotteri, stanno covando i pinguini, e ci sono un po’ di animali in attesa. In questo periodo difficile la natura va avanti” continua Nadia che, alla domanda se siano arrivati o meno aiuti risponde: “Donazioni non ne abbiamo mai chieste, anche perché qui a Bergamo è stato un disastro, non ci è sembrato il caso, ma abbiamo prolungato la validità dei biglietti acquistati online per un anno dalla data acquisto così che se uno vuol comprare un ingresso dura dodici mesi e aiuta un po’ il parco. La situazione è al momento sotto controllo – spiega – abbiamo chiesto di spostare tasse, pagamenti, come tutti, ma se non si riaprirà a breve anche noi avremo delle difficoltà”.