Bellanova: “Su regolarizzazione nessuno ha vinto o perso” 

Pubblicato da in data 12 Maggio 2020

Bellanova: Su regolarizzazione nessuno ha vinto o perso

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 13/05/2020 11:19

Nell’intesa raggiunta sulla regolarizzazione dei migranti “non c’è chi ha vinto e chi ha perso”, ma “c’è un’intesa politica” che raccoglie “quella che è un’esigenza importante. Ha vinto la dignità, il rispetto di persone che vivono in grande difficoltà e potranno incominciare a chiedere tutele nel loro lavoro”. Lo afferma a Radio Anch’Io la ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova sottolineando che l’intesa “è una risposta che un paese civile aveva il dovere di dare” e comunque “considero importante il fatto di essere riusciti a mettere insieme una coalizione così differenziata”. Affrontando i problemi – aggiunge – bisogna “parlare poco e lavorare molto”, dicendosi convinta che l’accordo possa portare a “una scelta che sarà fatta nel Cdm”.

Il governo, ha spiegato poi la capodelegazione di Italia Viva durante il Question time al Senato, “con il decreto-legge di prossima emanazione, ha previsto che i percettori di reddito di cittadinanza possano stipulare con i datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2000 euro per l’anno 2020”. Ma, ha aggiunto, “pretendere ‘l’immediato utilizzo’ di queste persone sembra fuori luogo. Tra l’altro voglio ricordare a tutti noi che il lavoro agricolo è anche un lavoro di specializzazione, competenze, professionalità”.

Inoltre, Bellanova ha precisato che “le associazioni agricole è vero che parlano di una carenza di manodopera stagionale tra le 270 e le 350mila unità, ma la proposta di regolarizzazione riguarda non solo il settore agricolo, ma anche quello dell’assistenza domestica e familiare. Fare confusione sui numeri, quindi, non giova a nessuno” ha detto a proposito della proposta di regolarizzazione di 600 mila lavoratori, avanzata da lei stessa nei giorni scorsi.

“Cari senatori quelli che voi chiamate ‘quei clandestini’ sono persone, uomini e donne. Sono lavoratori che si è fatto finta di non vedere”, ha sottolineato Bellanova. Lavoratori che “si è fatto finta di non sapere che stavano raccogliendo nei campi prodotti che finiscono per fare concorrenza sleale a quelle tante imprese sane che con fatica rispettano i diritti delle persone. Ecco io voglio tutela per le imprese e salvaguardia per le persone”.


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