Congiunti, le regole da seguire nella Fase 2 

Congiunti, le regole da seguire nella Fase 2

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Pubblicato il: 13/05/2020 07:02

Novità assoluta della fase 2 è la possibilità di andare a trovare in casa i congiunti, un piccolo assaggio di normalità dopo settimane di isolamento.

Con le FAQ del Ministero dell’Interno si è chiarito una volta per tutte chi sono i congiunti e quali soggetti, invece, sono esclusi, precisazioni necessarie dopo giorni di incertezza.

Dal 4 maggio, evidenzia money.it, si può far visita in casa a parenti fino al sesto grado, affini fino al quarto grado, coniuge, parte dell’unione civile e al convivente more uxorio; possibilità che successivamente è stata estesa anche ai fidanzati non conviventi uniti da uno stabile legame di affetto. Gli amici invece sono esclusi.

Fino a nuove disposizioni del Governo, gli spostamenti per andare a trovare i congiunti possono avvenire soltanto all’interno del territorio regionale, anche fuori dal comune e dalla provincia di residenza. Inoltre resta l’obbligo di giustificare lo spostamento con il modulo di autocertificazione del Ministero nel quale si dovrà barrare “motivo di necessità”.

Ciò significa che il dichiarante non deve indicare sono nome, cognome, vincolo di parentela o tipologia di legame affettivo con la persona che si va a trovare a casa, cosa che altrimenti violerebbe in modo ingiustificato la tutela della privacy.

Durante le visite, anche all’interno dell’abitazione, si dovrà rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e indossare la mascherina di protezione. La possibilità di vedere un congiunto non deve tradursi in un via libera ai party privati in casa, cose espressamente vietata dal Premier Conte, al contrario gli incontri potranno avvenire tra due o tre persone al massimo e nel limite del buonsenso.

Oltre a questa novità, il Ministero dell’Interno ha ribadito che è anche possibile andare in automobile in due o tre persone, sempre che il veicolo consenta il rispetto della distanza di almeno un metro tra guidatore e passeggeri. Questo vuol dire, come sottolinea Money.it, che si può portare in macchina un congiunto non convivente, ma sempre e solo per effettuare spostamenti consentiti dal DPCM 26 aprile 2020, ad esempio andare al lavoro, provvedere a commissioni urgenti o recarsi al parco per fare sport e attività motoria, purché entro i confini della regione.