Fase 2: nel dl Rilancio tornano le corsie ciclabili  

Dl Rilancio, tornano le corsie ciclabili, bonus bici al 60% dal 70%

Corsia ciclabile in realizzazione a Roma

Pubblicato il: 13/05/2020 22:22

Contrordine, tornano nel decreto legge Rilancio le “Misure per incentivare la mobilità sostenibile” previste dall’articolo 205, che due giorni fa era stato stralciato dal testo in discussione a Palazzo Chigi.

Nella nuova formulazione non sono più chiamate “bike lanes”, definizione che aveva creato qualche problema interpretativo agli uffici tecnici, e ridefinite appunto corsie ciclabili: “parte longitudinale della carreggiata, posta a destra, delimitata mediante una striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la circolazione sulle strade urbane dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede. La Corsia ciclabile è parte della ordinaria corsia veicolare, con destinazione alla circolazione dei velocipedi”.

Riformulato anche il testo sul bonus bici, ridotto al 60% della spesa per un massimo di 500 euro di intervento statale (in origine era il 70%), con la novità però della retroattività: “ai residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, è riconosciuto un “buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica”. Previste anche altre misure di modifica al codice della strada, come l’arresto avanzato per le bici al semaforo.

Ma proprio in relazione alle modifiche al codice apportate dal dl Rilancio è stato redatto dai tecnici del Mit un documento contenente “Linee guida sperimentali per lo sviluppo della mobilità ciclabile”, proprio in previsione delle modifiche decise dal governo per lo sviluppo della mobilità sostenibile. Documento, apprende l’Adnkronos, duramente contestato in una lettera, inviata oggi al Mit, all’Anci e ai sindaci delle città capoluogo, delle Ong cicloambientaliste, che hanno valutato le interpretazioni tecniche come “un sostanziale svuotamento, inaccettabile” delle misure già iniziate in diverse città italiane, a partire da Roma, Milano e Torino.