Iachina: “Rilanciare Italia superando disparità genere e fragilità” 

Pubblicato il: 13/05/2020 22:24

(di Roberta Lanzara) – “Rilanciare l’Italia senza lasciare indietro nessuno”: Sostenendo le fragilità; Superando le disparità di genere; Ascoltando gli insegnanti e i ragazzi “magari istituendo un ‘tavolo di giovani’, affinchè siano attori consapevoli ed ascoltati di questa ripresa”. E’ la mission di cui parla all’Adnkronos Maurizia Iachino, appena nominata nel Comitato di esperti diretto da Vittorio Colao, e presidente di FuoriQuota, associazione fondata nel 2011 che riunisce donne ‘influencer’ con l’obiettivo di valorizzare talenti, da sempre in prima linea nel lancio del terzo settore nel nostro Paese che racconta: “Nei prossimi giorni saremo messe al corrente del lavoro fatto finora e poi, dalla fine di questa settimana, saremo più operativi”.

“Siamo stati convocati – prosegue – per proporre soluzioni al Governo, che deciderà se applicarle o meno”: “Fragilità, diseguaglianze, disparità di genere, giovani: sono i temi che mi sono molto vicini”, focus centrali in questo momento in cui “dovremo essere pronti a sostenere molte più disparità di prima”, afferma la Iachino, già importatrice nel 1999 in Italia di Save the Children, di cui ha ricoperto il ruolo di presidente fino al 2008 e di Oxfam nel 2012, una delle più importanti organizzazioni del non profit nel mondo, specializzata in aiuto umanitario e difesa dei diritti dei più deboli.

Anticipazioni? “Adesso posso parlare di idee mie – risponde – Sulla parità di genere siamo indietro, come si è visto nella storia di questa task force. Io voglio ribaltare un sistema tradizionalista ‘scomponendo le sue componenti’ più radicate a partire dai privilegi a connotazione maschile”. Come? “Non lasciando alla ‘buona volontà’ altrimenti non succederà mai. Come avvenuto per la tanto criticata legge delle quote Golfo-Mosca, dobbiamo essere un pò più coercitivi per cambiare le cose”.

E lo smart working? Rischia di trasformarsi in un’arma a doppio taglio per le donne? “Non si venda questo smart working come sistema solo al femminile. Non c’è da conciliare la vita della donna con il lavoro. Ma la famiglia con la professione e basta. Mi auguro – aggiunge – che gli uomini siano più propensi per una organizzazione del lavoro asessuata. Lo smart working – rileva – non deve avere maschile o femminile e non deve ledere, come avvenuto in questi mesi di lockdown, la possibilità di vivere anche serenamente la parte privata della propria esistenza”.

Da ex presidente di Save the Children e di Oxfam, la Iachino guarda propositivamente e come forza motrice, non passiva, a bambini e teenager, educatori ed insegnanti ed afferma: “Non ho un’idea precisa di come la scuola possa essere ripensata e non auguro a nessuno che i ragazzi non tornino sui banchi, ma – rimarca – vorrei parlare con i diretti interessati per sentire cosa questi mesi a casa hanno significato per loro. Mi batterò affinchè siano attori consapevoli ed ascoltati di questa ripresa. C’è un’esperienza enorme da capire e far fiorire, da non perdere”. Dunque un tavolo per i giovani? “Glielo dico tra 15 giorni – risponde – Adesso posso solo inventare. Ma vorrei trovare il modo”.

Infine sul terzo settore, Maurizia Iachino conclude: “Andrà sostenuto anche dallo Stato per l’inevitabile calo nelle donazioni private ed in quanto rappresenta un comparto basilare del nostro Paese. Bisognerà trovare il modo di non depauperare tanta generosità e di incanalarla, con una giusta razionalizzazione delle forze, verso obiettivi comuni, senza dispersione in mille rivoli”.