Fase 2: ‘noi invisibili’, i servizi per l’infanzia scendono in piazza 

Pubblicato da in data 17 Maggio 2020

Noi invisibili, i servizi per l'infanzia scendono in piazza

Pubblicato il: 18/05/2020 18:23

Gli invisibili scendono in piazza. Sono i servizi per l’infanzia che giovedì 21 maggio alle 15 romperanno il silenzio con una manifestazione che avrà luogo in ogni regione in contemporanea. A Roma l’appuntamento è davanti a Montecitorio. “La questura ci ha appena dato il via libera ma non potremo essere più di 100 persone. Cento persone, però che a Roma, davanti Montecitorio, rappresenteranno gli oltre 7mila gestori di asili nido e scuole materne private di tutta Italia” afferma all’Adnkronos, Carlo Pallini, gestore di un asilo nido privato in zona Anagnina, alla periferia Est di Roma, coordinatore del Lazio dell’associazione Educhiamo, nata in tutta Italia spontaneamente per far fronte alla crisi che ha investito il settore.

Nelle altre regioni, invece, la manifestazione, si volgerà davanti le sedi regionali. Gli asili privati, dall’inizio della pandemia fino ad arrivare al dl rilancio “sono stati gli invisibili, soprattutto per quanto riguarda la fascia di età 0-3 anni”. E con le riaperture a partire dal 18 maggio “noi non siamo stati neanche menzionati, in quanto non rientriamo nel discorso dei centri estivi che dovranno essere gestiti all’aperto o nei parchi pubblici per assicurare il distanziamento sociale”.

Senza contare, poi, “che certe restrizioni sono impensabili da attuare con i bambini troppo piccoli, della fascia 0-3”. Quanto agli aiuti “tutti siamo riusciti a fare domanda per la cassa integrazione dei dipendenti ma in molti non l’hanno ancora ricevuta. Senza contare poi che terminerà a metà giugno e noi dovremmo riniziare a pagare gli stipendi fino a settembre; in molti casi, senza poter contare sulle rette”.

La cassa integrazione, aggiunge Pallini, “non può essere a termine ma deve essere continuativa per i settori che non possono riaprire”. Ci sono poi i contributi a fondo perduto per le microimprese “ma non ci puoi accedere se hai fatto domanda all’Inps per avere i 600 euro delle partite iva. Bisogna capire, però, che dietro queste aziende ci sono famiglie”.

Il governo, denuncia Pallini, “ci ignora. Dal Miur mi hanno risposto che non rientriamo nel loro ambito di competenza. La regione (Lazio, ndr) un minimo ha provato a fare con lo stanziamento di 11 milioni di euro ma ci sono ancora troppi paletti e vincoli burocratici per accedere ai contributi che, in un momento così emergenziale, dovrebbero snelliti”.

Secondo Pallini, dunque, se non si mette subito mano al settore “a settembre non riaprirà nessuno. Per gli asili privati 0-3 a livello nazionale parliamo di 6700 strutture, 30mila dipendenti e 180mila posti bambino. Sono questi i numeri del disastro a cui andremo incontro”.

(di Loredana Errico)


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