Coronavirus, Shulan come Wuhan: rafforzato il lockdown 

Pubblicato da in data 18 Maggio 2020

Coronavirus, Shulan come Wuhan: rafforzato il lockdown

(Afp)

Pubblicato il: 19/05/2020 12:59

Shulan in lockdown, con misure “rafforzate” di isolamento. Nel nordest della Cina continuano a preoccupare i casi trasmissione locale di Covid-19 dopo mesi di battaglia contro il coronavirus, che qui si è inizialmente manifestato. E le autorità di Shulan, si legge sul China Daily, hanno annunciato “piani per rafforzare le misure di lockdown intensificando il controllo sugli spostamenti in tutte le zone abitate”. Secondo il Guardian questa città della provincia di Jilin, con circa 700.000 abitanti, è di fatto ‘sigillata’ e le misure sono simili a quelle imposte a inizio anno a Wuhan, la megalopoli che per prima ha fatto i conti con l’emergenza coronavirus.

Da ieri, scrive il China Daily citando una nota diffusa dalle autorità locali, non si può più uscire dai blocchi residenziali in cui ci sono stati casi confermati o sospetti di coronavirus, né i non residenti possono entrarvi. Per i beni di prima necessità, si legge, vengono organizzate consegne. Per tutto il resto della città, aggiunge il giornale, un componente di ogni famiglia può uscire ogni due giorni per l’acquisto dei beni di prima necessità, ma non per più di due ore. E’ dal 10 maggio che Shulan è considerata zona “ad alto rischio” per la diffusione del coronavirus. Le scuole sono state chiuse e il trasporto pubblico sospeso.

Oggi la Cona ha registrato sei nuovi casi di coronavirus, tre dei quali ‘importati’ nella Mongolia Interna, nel nord del gigante asiatico. La Commissione sanitaria nazionale ha precisato che due tre casi di trasmissione locale del virus sono stati segnalati proprio nella provincia nordorientale di Jilin, che confina con Russia e Corea del Nord, e un altro in quella di Hubei, la prima a fare i conti con l’emergenza coronavirus.

Anche oggi le autorità sanitarie non hanno segnalato altri decessi a causa della pandemia e il bilancio resta fermo a 4.634 morti dall’inizio dell’emergenza sanitaria. I contagi sono invece 82.960 e sono 1.707 i casi ‘importati’ con 46 pazienti che restano ricoverati in ospedale, tre dei quali in condizioni definite gravi.

In Cina sono 78.241 le persone dichiarate guarite dopo aver contratto l’infenzione. Le autorità sanitarie hanno anche segnalato 17 nuovi casi asintomatici, tutti di trasmissione locale del virus.


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