Coronavirus, “test anticorpi rischiosi per uso individuale” 

Pubblicato da in data 18 Maggio 2020

Coronavirus, test anticorpi rischiosi per uso individuale

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 19/05/2020 19:45

I test per la rilevazione degli anticorpi contro il coronavirus Sars-CoV-2 sono “utili per le valutazioni a livello di popolazione, ma rischiosi per la previsione dell’immunità individuale“. E’ quanto evidenzia un gruppo di scienziati in un focus pubblicato su ‘Science Immunology’. Da un lato gli esperti evidenziano “le potenzialità di questi test sierologici o anticorpali nel fornire istantanee della storia di infezione e dell’immunità nelle popolazioni, mentre la pandemia di Covid-19 progredisce”. E al contrario sottolineano “i rischi derivanti dall’uso degli attuali test sierologici per valutare l’immunità di una persona al virus”.

A esprimere questo punto di vista sono Juliet Bryant della Fondation Mérieux di Lione in Francia, e colleghi di diverse istituzioni, dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health (Usa) alla Harvard School of Public Health (Usa), fino all’università di Hong Kong. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di limitare i test sugli anticorpi solo a scopi di ricerca, gli scienziati autori del focus invece fanno un passo avanti: sostengono che “questi test – anche con livelli moderati di sensibilità e specificità – potrebbero fornire informazioni di grande valore per affrontare questioni critiche di salute pubblica, come ad esempio quando allentare l’ordine di rimanere a casa o le chiusure scolastiche”.

In teoria, ragionano gli esperti, i test sugli anticorpi possono esaminare se una persona è mai stata esposta a un certo virus nel corso della sua vita. Tuttavia, “è ancora poco chiaro cosa significhino i risultati dei test sugli anticorpi contro Sars-Cov-2 per protezione e immunità, e come ciò possa variare tra popolazioni diverse con diversi background genetici”. Pertanto, confermano gli autori, “come strumenti per rilasciare ‘passaporti immunitari’ che certificano l’immunità di una persona, gli attuali test sierologici sono insufficienti e persino dannosi. Avrebbero infatti bisogno di una specificità quasi perfetta” per essere considerati affidabili.

Invece per gli esperti i test sierologici sono promossi “come strumenti per accertare le tendenze epidemiologiche a livello di popolazione”. “Potrebbero aiutare i funzionari a stimare il rischio di future ondate di malattia, misurare l’impatto degli interventi e confermare l’assenza di trasmissione dopo che la pandemia si è attenuata, purché la sensibilità e specificità dei test utilizzati siano ben definite durante l’interpretazione dei dati”. Inoltre, i sondaggi sierologici – che potrebbero essere distribuiti a chiunque indipendentemente dalla presenza o dall’assenza di sintomi – potrebbero fornire “un quadro meno distorto del tasso di mortalità per infezione” rispetto ai tamponi. Le indagini sierologiche potrebbero “informare le iniziative di salute pubblica in modo molto simile a come avviene quando i dati di un censimento nazionale vengono tradotti in decisioni politiche relative agli investimenti in infrastrutture”, affermano gli autori, “e richiederebbero allo stesso modo un efficiente sistema di raccolta dei dati regolato a livello nazionale e internazionale”. Inoltre, “il campionamento sierologico a livello di popolazione potrebbe consentire lo screening di più biomarcatori di interesse per la salute pubblica, estendendo l’utilità di tale struttura oltre il solo virus Sars-CoV-2”, concludono i ricercatori. Informazioni aggiuntive Creato daolgiati Modificato daolgiati Stato di Workflow Articolo/Pubblicata In uso da Nessuno


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