Musei: il direttore di Paestum, ‘piccoli numeri qualità, la nostra missione per la riapertura’ 

Pubblicato da in data 18 Maggio 2020

il direttore di Paestum: Piccoli numeri e qualità, la nostra missione per la riapertura

Pubblicato il: 19/05/2020 18:25

(di Carlo Roma) – Una riapertura lenta e in piena sicurezza con l’obiettivo di recuperare la missione sociale del museo, quella di offrire un servizio per le famiglie garantendo loro l’opportunità di tornare alla normalità. Un lavoro che, per ora e per il futuro, deve fare i conti con piccoli numeri puntando soprattutto sulla qualità e non sulla quantità. E’ con queste premesse che ieri ha ripreso l’attività il Parco Archeologico di Paestum, il primo sopra i 400mila visitatori ad aver aperto i battenti ieri dopo il via libera per i musei che possono ora accogliere gli appassionati in modo graduale e a condizione che siano in grado di rispettare le norme di sicurezza.

“Dobbiamo ripartire dalla missione sociale del museo – racconta in un’intervista all’Adnkronos il direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel – adesso avremo un turismo di prossimità e dobbiamo assolvere al nostro ruolo di offrire qualcosa alle famiglie. Dimentichiamoci per ora i grandi flussi turistici e facciamo un lavoro che consenta alle famiglie, ai bambini e ai ragazzi di ritrovare la normalità. Per ora on ci sono grandi flussi ma è meglio cominciare lentamente”.

La riapertura del sito campano si è fondata su un progetto complesso che si è avvalso di tutti i sistemi di protezione per i visitatori. In campo ci sono infatti “termoscanner, ingressi contingentati, una app gratuita che si può scaricare sul telefonino che aiuta sia i visitatori a muoversi nel sito in cui c’è un percorso obbligatorio, sia i nostri collaboratori a monitorare in tempo reale la situazione”.

Più nel dettaglio, spiega Gabriel Zuchtriegel, sono state predisposte diverse strategie di prevenzione. “All’ingresso – sottolinea – i visitatori vengono accolti da personale specializzato che misura loro la temperatura con un termoscanner. Dovunque ci sono dei distributori di disinfettante per le mani che si possono attivare con i piedi per evitare contatti. Il numero massimo di persone consentito per l’area archeologica di Paestum è di 180, per il museo di 30. Per l’area di Velia sono previsti gruppi composti da un massimo di 30 persone accompagnate dal nostro personale. Il nostro obiettivo è quello di non fare incontrare mai le persone che entrano con quelle che escono, il percorso è unico”. In questo periodo, “viviamo il sito in una dimensione molto locale e per questo abbiamo anche pensato fin da subito di attivare la nostra area giochi per bambini a tema archeologico”, prosegue il direttore del parco archeologico di Paestum che aggiunge: “in particolare abbiamo riattivato il nostro progetto per ragazzi autistici”.

“Sono convinto – evidenzia Zuchtriegel – che, lavorando sulla qualità insieme agli alberghi e ai ristoranti del territorio, riusciremo a fornire un’offerta migliore per chi viene. Persone che, fermandosi per un soggiorno più lungo, potranno creare un vantaggio maggiore anche per l’indotto dando vita ad un turismo più approfondito e non mordi e fuggi. Questo è il modello del futuro: avere meno persone ma per più tempo e pronte a ritornare”. Il tutto per raggiungere un “rapporto più intenso basato meno sulla quantità ma più sulla qualità. Questa è la strategia da seguire ora per la pandemia, ma è il modello che abbiamo previsto anche per il futuro”, conclude


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