L’ad di Qc Terme: “Nei nostri centri si entrerà solo dopo test sierologico all’ingresso”  

Pubblicato da in data 19 Maggio 2020

L'ad di Qc Terme: Nei nostri centri si entrerà solo dopo test sierologico all'ingresso

Pubblicato il: 20/05/2020 16:55

Alle terme con la mascherina? “E’ ipotizzabile ma noi faremo dei test di ingresso per contenere al massimo il rischio di contagio. Sono dei test sierologici che ci permetteranno di vedere se c’è stata o se c’è la produzione di immunoglobline di tipo Igm. Sono quelle che produce l’organismo quando si viene in contatto con il virus, sono affidabili e hanno successo al 90 per cento”. Andrea Quadrio Curzio è determinato. L’amministratore delegato di Qc Terme, tre le realtà più innovative nel settore del wellness, del termalismo e dell’ospitalità alberghiera, ha già messo a punto i protocolli per ripartire in sicurezza. A partire dai test sierologici, obbligatori per chiunque vorrà mettere piede nelle loro strutture.

Il test è compreso nel prezzo d’ingresso – spiega Andrea Quadrio Curzio all’Adnkronos -. Funziona come il test per la glicemia, si punge il dito, si aspettano 8 minuti. Lo facciamo fare anche una volta alla settimana a tutto il personale”. Quella del test non è l’unica misura che Qc Terme intende mettere in pratica nei loro centri benessere e hotel di charme a Bormio, Pré Saint Didier, Milano, Torino, Monte Bianco, Roma, San Pellegrino, Dolomiti e Chamonix. A partire dagli ingressi, che saranno contingentati. “Si entrerà solo su prenotazione – afferma l’ad – avremo contingentamento per evitare assembramenti, distanziamento, e sanificazione continua di tutti i punti di contatto oltre che dei locali”.

Tra le altre misure anche la sanificazione totale dell’aria “attraverso lampade Uvc sulla mandata dell’aria e la clorazione dell’acqua in percentuali, che sono quelle di sicurezza stabilite dall’Iss”. Anche per i massaggi le regole saranno diverse. “Avremo la rotazione delle cabine – rimarca Andrea Quadrio Curzio – dopo ogni trattamento verranno liberate, e il massaggio successivo verrà fatto in un’altra cabina mentre si effettua la sanificazione nella prima”.

Anche nelle vasche e piscine, il distanziamento minimo sarà di un metro e mezzo. “E’ chiaro – spiega l’ad – che se si entra con un congiunto non ce ne sarà bisogno, ma dalla coppia si dovrà stare a 1 metro e mezzo di distanza. Se prima entravano 50 persone in una vasca ora non saranno più di 6 persone”. Nessun rischio di contagio in acqua, però. “Non c’è, è solo aereo – sottolinea -. I nostri sono ambienti caldi e umidi e c’è già letteratura che dice che queste sono le condizioni peggiori per il virus per sopravvivere”.

Nel 2019 Qc Terme, che ha chiuso le strutture in Lombardia dal 28 febbraio scorso, ha registrato un milione e 200mila presenza. Numeri che per il 2020 si annunciano sensibilmente ridotti. “Contiamo di averne il 40% in totale – spiega Andrea Quadrio Curzio – di cui un 30% fino a fine agosto e poi il 50-60% fino a dicembre. Ridurremo gli ingressi, in totale avremo 400/500mila presenze quest’anno. E le perdite saranno rilevanti anche a livello di fatturato”.

Una data per la ripartenza, al momento, ancora non c’è. “La situazione è abbastanza confusa – sottolinea l’ad di Qc Terme – non abbiamo ancora ricevuto indicazioni. L’unica cosa che possiamo riaprire sono i nostri 5 hotel, gradualmente. Dal 18 maggio quello di Roma e il 22 i bagni vecchi a Bormio. Poi, progressivamente, contiamo di aprire gli altri hotel e gli altri centri benessere ma non sappiamo ancora quando. A sorpresa potrebbe esserci uno scatto di Qc Terme Dolomiti perché la provincia di Bolzano è andata avanti, quindi è possibile uno sprint di Trento ma ci aspettiamo comunque di riaprire tra inizio e fine giugno tutte le altre”.

Qc Terme conta 850 dipendenti e collaboratori stabili e in questa emergenza sanitaria l’85% è finito in cassa integrazione. “Abbiamo presentato a livello aziendale le nostre condizioni a dei membri del Parlamento – spiega l’ad – e abbiamo fatto delle proposte per i protocolli di contenimento del contagio. Ma non abbiamo ricevuto ancora dal governo indicazioni sulle date di apertura tranne che per gli alberghi”.

Se la situazione non dovesse migliorare, afferma Andrea Quadrio Curzio, il settore rischia il collasso. “Oggi il primo ostacolo è ripartire – rimarca -. I nostri ambienti sono sicuri, io sarei più sicuro qui che stando a casa. Non possiamo vivere di ammortizzatori sociali”.

Il turismo del benessere potrebbe essere una spinta per la ripartenza? “Assolutamente – osserva l’ad di Qc Terme – soprattutto per il turismo. Il nostro è un turismo tipicamente destagionalizzato. Offriamo un servizio alle persone che vivono in prossimità dei nostri centri e sia durante la settimana sia durante la bassa stagione funzioniamo sempre. L’autunno per noi è un periodo molto felice. Questa situazione ha un po’ ingenerato il bisogno nelle persone di stare bene, fare moto, alternare il riposo e curare l’alimentazione. Una delle poche cose buone che ha portato l’emergenza, credo, è stata la voglia di curare di più il proprio stile di vita”.


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