Lo sciopero degli ‘invisibili’, delusi da regolarizzazioni temporanee 

Lo sciopero degli 'invisibili', delusi da regolarizzazioni temporanee

(Fotogramma)

Pubblicato il: 21/05/2020 19:21

Oggi hanno scioperato i braccianti agricoli, lo hanno chiamato “lo sciopero degli invisibili”. Una folta schiera di extracomunitari ha incrociato le braccia e dai campi ha lanciato un appello ai consumatori: “oggi non comprate frutta e verdura”. E ancora: “Il vostro sostegno è speranza per le nostre disperazioni. Uniamoci e lottiamo insieme per mettere fine a questa ingiustizia”, gridano numerosi indossando una maglietta con un lavoratore il cui volto è celato da una cassetta per la raccolta della frutta vuota, braccia conserte.

Sottopagati, in condizioni di schiavitù ed esposti ai rischi del contagio per il covid-19, tanti braccianti si sono messi in marcia dalle campagne del foggiano per contestare “l’ottica di categorizzazione del Decreto Rilancio, che anziché preoccuparsi degli esseri umani guarda soltanto alle braccia utili per salvare i raccolti” come sottolinea l’Unione Sindacale di Base Lavoro Agricolo, il sindacato che ha proclamato lo sciopero contro la mancata regolarizzazione di tutti gli invisibili.

“Il governo ha rinunciato all’audacia di garantire a tutti un permesso di soggiorno per emergenza, – denuncia il sindacato – convertibile in permesso di lavoro, limitandosi a permessi temporanei per chi possiede requisiti stringenti”.

La protesta ha visto una partecipazione straordinaria, riferiscono le fonti sindacali, molti i presidi organizzati davanti alle prefetture per la consegna dei prodotti agricoli tanto cari al governo Conte bis, come a Torino, Brescia, Cremona, Piacenza, Rimini, Livorno, Roma, Caserta, Reggio Calabria.

L’appuntamento principale è stato il partecipatissimo corteo degli invisibili che dall’insediamento di Torretta Antonacci, nel comune di Rignano Garganico, ha attraversato le campagne del Foggiano. Una delegazione, guidata da Aboubakar Soumahoro, ha poi raggiunto la Prefettura di Foggia, dove, nonostante le forze dell’ordine abbiano impedito ai lavoratori di raggiungere l’ingresso, sono state lasciate frutta e verdura per il Presidente del Consiglio.

“Se non arriveranno risposte per tutti gli esseri umani che affollano le campagne e le periferie, -minacciano i braccianti – ci saranno altri scioperi, altre mobilitazioni, con buona pace della frutta e della verdura. E il prossimo corteo non raggiungerà una prefettura, ma il Parlamento”. Usb Lavoro Agricolo organizzerà a luglio una grande assemblea di tutti i braccianti e gli invisibili italiani, aperta ai cittadini, ai consumatori, agli agricoltori, da tenersi nel Foggiano.