Report a Casaleggio: “Attacca senza aver visto trasmissione” 

Pubblicato da in data 20 Maggio 2020

Report a Casaleggio: Attacca senza aver visto trasmissione

(Fotogramma)

Pubblicato il: 21/05/2020 11:01

“A differenza di quello che afferma Casaleggio, non c’è stata alcuna pigrizia né morbosità da parte di Report”. E’ un passaggio della risposta di Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, alle accuse mosse da Davide Casaleggio contro la trasmissione.

“È molto suggestivo “il paradosso del lampione”, quello utilizzato da Davide Casaleggio per attaccare Report: ‘Il giornalismo italiano ogni tanto inciampa nel paradosso del lampione. Il paradosso recita: “Si cercano le chiavi perdute nella notte soltanto sotto il lampione perché è l’unico posto dove c’è la luce”». E fa riferimento alla citazione dello psicologo Paul Watzlawick nel suo libro ‘Istruzioni per rendersi infelici’: ‘«Potrei continuare e ricordare che proprio dove c’è la luce che si determinano le zone d’ombra. E compito del giornalismo è illuminare pure quelle'”, prosegue Ranucci.

“A differenza di quello che afferma Casaleggio, non c’è stata alcuna pigrizia né morbosità da parte di Report. È evidente che Casalaggio non ha visto la puntata, perché l’inchiesta di Claudia Di Pasquale ha analizzato tutte le fondazioni e le associazioni che fanno riferimento ai politici da destra a sinistra attraversando anche le fondazioni dei democristiani. A un anno dalla legge dello spazzacorrotti che le equiparava a partiti e dunque obbligava a rendere pubblici i donatori privati, su 153 fondazioni e associazioni riferibili a politici solo 8 hanno pubblicato l’elenco dei donatori”, dice ancora.

“Nel caso dell’associazione Rousseau abbiamo raccontato un’anomalia. Ci sono dei donatori che sono obbligati per regolamento a versare gli stipendi provenienti dal pubblico nelle casse di un’associazione gestite da un tesoriere privato. È a quel punto che si interrompe la trasparenza, quando invece chi ambisce a portare il vessillo della trasparenza lo dovrebbe sventolare sempre: sia quando incassa sia quando spende. Il vessillo non lo pieghi e lo infili in un cassetto la sera. Nel caso di Rousseau sono trasparenti i nomi dei donatori, non lo sono i nomi dei dipendenti, né quelli dei fornitori”, prosegue.

“In merito all’apprezzamento di Casaleggio per Milena Gabanelli, non posso che condividerlo. Posso dire che Milena manca a tutti. A me per primo che l’ho avuta con me per dodici anni. E mi avrebbe fatto piacere continuare a lavorare con lei, magari vederla in posti apicali della Rai. Voglio tranquillizzare Casaleggio, può continuare ad apprezzare Report, che è ancora oggi un faro che vuole illuminare anche sulle zone d’ombra della sua associazione. Se ha visto la trasmissione avrà potuto ascoltare nell’intervista del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che anche lui, in generale, preferirebbe maggiore trasparenza sui dettagli di come vengono spesi i soldi, non solo su come vengono incassati. Non c’è nulla di approssimativo nelle inchieste di Report a differenza invece di quanto afferma Casaleggio sui nostri dati di ascolto. È assolutamente falso che Report in due mesi abbia perso il 42% di pubblico. Report ha incrementato di circa il 30% il suo pubblico televisivo”, evidenzia.

“Ha in questa serie in media 500 mila spettatori in più a puntata, ha raggiunto punte del 10% di share. Tra il lunedì e la replica del sabato Report è vista da oltre 3,2 milioni di persone ed è la trasmissione d’informazione con il maggiore seguito sui social: la serie in corso ha peraltro segnato una crescita del 81% in termini di persone raggiunte su Facebook e del 44% per quanto riguarda le visualizzazioni su Twitter. Potrei dire che se come tesoriere ha il polso dei conti dell’associazione Rousseau come quelli dell’Auditel c’è da preoccuparsi. La domanda di Report rimane: perché Casaleggio non pubblica l’elenco dei fornitori?”, conclude.


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