‘Caso Ricciardi’ nel M5S tra veleni e accuse, “ecco com’è andata davvero” 

Pubblicato da in data 21 Maggio 2020

'Caso Ricciardi' nel M5S tra veleni e accuse, ecco com'è andata davvero

(Fotogramma)

Pubblicato il: 22/05/2020 17:23

di Antonio Atte

Dopo il caso Ricciardi nel M5S è l’ora dei sospetti, dei veleni e delle accuse incrociate. Fa discutere, anche all’interno della truppa pentastellata, l’intervento di ieri in Aula del deputato e vicecapogruppo grillino: un attacco frontale ai vertici della regione Lombardia per la gestione dell’emergenza Covid-19 che ha scatenato le ire dell’opposizione e in particolare della Lega, con tanto di rissa sfiorata in barba alle norme sul distanziamento sociale.

E tra i pentastellati più di qualcuno inizia a domandarsi se le parole al vetriolo di Ricciardi – che in questa fase delicata pesano come un macigno sui già difficili rapporti tra maggioranza e opposizione – siano state davvero spontanee o invece, come ipotizzano diversi grillini, frutto di una sapiente regia.

Interrogativi che, almeno in parte, combaciano con le accuse mosse ieri in Aula dalla leader di Fdi Giorgia Meloni al presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “Ricciardi non avrebbe fatto quell’intervento se non fosse concordato con lei. Questa è la strategia che state portando avanti dall’inizio dell’emergenza coronavirus”, ha detto la presidente di Fratelli d’Italia. Circostanze seccamente smentite dal premier. Tra l’altro, si sottolinea in ambienti M5S, nei mesi scorsi Ricciardi si è segnalato come uno dei deputati più critici verso lo stile adottato dalla comunicazione pentastellata, a suo dire troppo aggressivo e poco istituzionale.

“Per questo il tono del suo intervento stupisce. E pensare che lui e Crippa mi hanno chiesto di non intervenire proprio per evitare di esasperare le opposizioni…”, dice a taccuini chiusi un deputato M5S. “In realtà – gli fa eco un altro collega – tutto nasce da un episodio accaduto la settimana scorsa, quando Giovanni Currò, lombardo, è intervenuto in Aula per criticare la gestione dell’emergenza da parte della sanità della sua regione”. Un assaggio di ciò che si è verificato in occasione dell’informativa di Conte.

“Le frasi di Currò – ricorda la fonte – hanno prodotto la reazione scomposta della Lega e in particolare del deputato Belotti” che si è rivolto al grillino facendo un gesto ‘da stadio’. “Ricciardi e la componente più di ‘sinistra’ del Movimento – viene spiegato – hanno osservato con interesse quel tipo di reazione e con lo ‘show’ di ieri hanno voluto lanciare un messaggio preciso ai tanti che nel M5S sono ancora sensibili alle sirene del sovranismo e degli ex alleati di governo…”.

Intanto, il clamore suscitato dal suo intervento ha lanciato Ricciardi nel firmamento mediatico grillino: oltre alle interviste ai giornali, il deputato ieri sera è stato ospite del TgLa7 di Enrico Mentana, mentre oggi è stata la volta di SkyTg24 e Rainews24.

Ma le fibrillazioni nel M5S riguardano in queste ore anche il tema, sempre caldo, delle restituzioni. In una mail inviata ai ‘portavoce’ il capo politico Vito Crimi si è lamentato per i ritardi nei versamenti e invitato tutti a regolarizzare la propria posizione entro 15 giorni “effettuando i versamenti esclusivamente al Comitato rendicontazioni (non saranno ulteriormente accettati versamenti verso altre destinazioni) così da consentirci di poter dare ancora il nostro contributo al Paese”.

“E’ davvero spiacevole, credetemi, dover procedere a sanzioni disciplinari nei confronti degli inadempienti, ancor di più in un periodo come quello che stiamo attraversando, ma sarà inevitabile e non sarebbe una bella immagine di noi stessi e del nostro Movimento”, avverte il viceministro dell’Interno.

Crimi annuncia poi una svolta nel sistema delle restituzioni, che a partire dalle rendicontazioni del mese di gennaio 2020 si baserà sul versamento di un importo forfettario onnicomprensivo: in pratica ogni mese ogni parlamentare dovrà restituire un importo di 3.300 euro (che comprendono anche i 300 euro destinati alla piattaforma Rousseau), a cui si aggiunge una tantum annuale di 3.000 euro per “eventi nazionali/Italia 5 Stelle”, da versare all’apposito comitato.


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