Crisi giunta Anm, si dimettono presidente e segretario  

Pubblicato da in data 22 Maggio 2020

Crisi giunta Anm, si dimettono presidente e segretario

(Fotogramma)

Pubblicato il: 23/05/2020 21:48

Crisi ai vertici dell’Associazione nazionale magistrati. Al termine di una riunione del comitato direttivo centrale andata avanti per circa 10 ore, che aveva all’ordine del giorno la mozione di Magistratura indipendente sull’anticipazione delle elezioni per il rinnovo dei vertici da ottobre a luglio e le modalità del voto telematico, ma che è stata teatro di una polemica tra i gruppi sulla questione delle nuove intercettazioni, apparse nei giorni scorsi sulla stampa, emerse dagli atti dell’inchiesta di Perugia, Area e Unicost hanno lasciato la giunta, e si sono dimessi il presidente, Luca Poniz, e il segretario, Giuliano Caputo.

Per ora resta in giunta il gruppo di Autonomia e Indipendenza, che ha un solo rappresentante, Cesare Bonamartini, vicesegretario. La riunione, che ha bocciato la mozione di Mi sull’anticipo delle elezioni, e ha quindi confermato il voto a ottobre, si è riconvocata per lunedì, per individuare una nuova composizione che gestisca il governo dell’Associazione fino alle elezioni.

Con le dimissioni dei componenti di Area e Unicost, le correnti rispettivamente del presidente Poniz e del segretario Caputo, la giunta rischia lo scioglimento. I gruppi si sono dati 48 ore di tempo per tentare una ricomposizione che consenta di arrivare a ottobre, quando si voterà (il 18, 19 e 20).

Magistratura indipendente, gruppo che aveva lasciato la giunta unitaria lo scorso anno, aveva chiesto che si votasse prima ritenendo “delegittimata” l’attuale giunta, già in regime di proroga dopo lo slittamento del voto, originariamente previsto a marzo, a causa dell’emergenza sanitaria, e denunciando la mancanza di una presa di posizione netta di quanto emerso dalle ultime intercettazioni, nelle quali compaiono i nomi di esponenti di Area, rispetto a quanto accaduto un anno fa, con lo scandalo sulle nomine e la bufera che ha travolto il Csm.

Un’accusa respinta con forza dal presidente Luca Poniz che ha rivendicato “una posizione politica chiara” e replicato che “Mi non ci può incalzare su una presunta contraddizione”. La segretaria di Magistratura Indipendente, Paola D’Ovidio, ha negato che ci sia stato “lo stesso rigore” e ha invece denunciato “un metodo diverso” nella gestione delle situazioni, citando a esempio il mancato coinvolgimento dei probiviri sui fatti recenti, al contrario di quanto accaduto a maggio dello scorso anno, quando tutti i magistrati coinvolti furono deferiti davanti al collegio. Da parte sua il segretario, Giuliano Caputo, ha sottolineato che “quanto emerso ora è molto diverso da quanto accaduto lo scorso anno, ma sono fatti che noi non ignoriamo”.

“La nostra era una richiesta di riflessione politica, abbiamo posto un problema politico su cosa fare in un momento in cui da articoli di stampa sono emerse vicende oggettivamente diverse dallo scorso anno, che non hanno la stessa gravità, ma che forse ne sono il presupposto. Su questo abbiamo chiesto che l’Anm prendesse una linea chiara e ribadisse la necessità di fare autocritica da parte di tutti i gruppi associativi, perché dalle vicende emergono coinvolgimenti trasversali. Di fatto Area ha deciso che non c’erano più le condizioni per un percorso comune”. , spiega all’Adnkronos Giuliano Caputo.

“Noi ci siamo assunti la responsabilità di dovere gestire una fase passaggio, siamo sorpresi dalla posizione di Area che ha detto che non vuole fare parte di nessuna altra giunta – sottolinea Caputo – Il nostro ragionamento è stato: se è venuto meno il rapporto che faceva andare avanti questa composizione usciamo anche noi, ma quando si riparlerà di come gestire questa fase di passaggio non ci sfiliamo rispetto alle responsabilità. Dobbiamo trovare qualcuno che sia disposto a guidare l’Anm fino alle elezioni”.

Area, ribadisce Caputo, “ha deciso che non c’era più un percorso comune. Per noi non si tratta di condannare i singoli ma serve una leale autocritica. La nostra intenzione è di rimettere al centro l’azione dell’Anm anche in un momento in cui ci sono fibrillazioni elettorali. Noi – conclude – pensavamo a giunta unitaria ma Area non è d’accordo. Proveremo a dare una risposta per gestire questa fase di passaggio”.


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