Urologi online contro i tabù, al via i ‘Siu Talks’ 

Pubblicato da in data 22 Maggio 2020

Urologi online contro i tabù, al via i 'Siu Talks'

(Fotogramma)

Pubblicato il: 23/05/2020 12:23

Ogni anno 17 milioni di italiani, uomini e donne, sono chiamati a fare i conti con problemi urologici più o meno gravi. Informarsi bene è il primo passo per affrontarli e per questo la Siu, Società italiana di urologia, ha pensato di parlare direttamente ai cittadini con la voce degli esperti. “Monologhi dalla vita in giù” per affrontare di volta in volta un disturbo in modo preciso, ma semplice e chiaro. Debuttano il 26 maggio i ‘Siu Talks’, video divulgativi trasmessi sul sito Siu.it, sul canale YouTube Siu Play e su tutti i profili social della società scientifica. La prima serie prevede 8 episodi, con appuntamento online ogni martedì alle 13.

Il progetto si ispira ai ‘Ted Talks’ americani, noto ciclo di conferenze su tecnologia, design, scienza e cultura al quale hanno preso parte negli anni personaggi del calibro di Bill Clinton, Bill Gates e Papa Francesco. Sullo stesso modello gli specialisti della Siu terranno mini-conferenze riprese in video, affrontando di volta in volta le problematiche di salute urologica più frequenti: dai calcoli renali alle infezioni urinarie, dalle cistiti al tumore della vescica, dall’ipertrofia prostatica benigna al cancro della prostata, fino alla disfunzione erettile maschile.

“Non dimentichiamo che sono circa un terzo gli italiani adulti che ogni anno devono affrontare un problema urologico – spiega Walter Artibani, segretario generale della Siu – Tutte problematiche, dalle meno alle più gravi, che con una corretta prevenzione e uno stile di vita adeguato si possono limitare e affrontare. Ma si devono conoscere. Ora, per la prima volta tramite uno strumento diretto e innovativo come il ‘video talk‘, gli urologi italiani sono in grado di fornire direttamente a tutti i cittadini informazioni accurate e scientificamente verificate. Aiutandoli a vincere timori e vergogne consolidati negli anni. E grazie ai loro racconti vengono condivise esperienze, analizzate prove, effettuate dimostrazioni”.

Fra i titoli della prima serie ‘Storia di un amore che brucia’, per raccontare i problemi che una cistite può causare al rapporto di coppia; ‘L’angelo demonio: il testosterone’, in cui si affronta il ruolo spesso a due facce che può avere l’ormone maschile per antonomasia; ‘Il Dottore Idraulico’ che descrive in modo leggero e chiaro quali sono le competenze dell’urologo; ‘La malattia della pietra’ per sapere tutto sui ‘sassolini’, i calcoli renali, capaci di provocare un dolore lancinante. Per cominciare 8 puntate in tutto, 7 a tema più una di presentazione.

“Con Siu Talks abbiamo voluto fare in modo che lo spettatore potesse finalmente fruire di un’opera divulgativa in cui i medici non usano un gergo tecnico e oscuro oppure anglicismi complicati – sottolinea Giuseppe Carrieri, responsabile Ufficio Educazionale Siu – ma si rivolgono al pubblico con un linguaggio semplice, diretto e accattivante. E’ capitato a tutti noi, almeno una volta, di uscire da una visita specialistica con l’impressione di non aver capito fino in fondo quello che ci era stato appena detto. Siu Talks vuole combattere proprio questo, anzi andare oltre: trasformare l’incontro con l’urologo in una chiacchierata con un amico, da cui si possono ottenere informazioni e risposte precise, chiare e verificate”.

“Siu Talks – evidenzia Artibani – nasce con lo scopo di fornire al cittadino-paziente tutte le armi necessarie per saperne di più e informarsi meglio sulla sua salute. I relatori rappresentano il meglio dell’urologia italiana in questo momento, ma sono soprattutto ottimi comunicatori capaci di divulgare concetti anche molto complessi in modo accattivante e mai banale. Ciascuno di loro ha puntato molto sulla chiarezza espositiva, aiutandosi con esempi presi da settori familiari a chiunque come lo sport, il cinema, la televisione. Il risultato è un ciclo di incontri completamente diversi, del tutto lontani dalla formula austera e un po’ noiosa che ci si potrebbe aspettare da una conferenza tradizionale”.


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