Da satellite Aeolus dati meteo anche in lockdown con ‘super laser’ di Leonardo 

Pubblicato da in data 24 Maggio 2020

Da satellite Aeolus dati meteo anche in lockdown con 'super laser' di Leonardo

Il satellite Aeolus (Foto ESA/Atg metalab)

Pubblicato il: 25/05/2020 19:25

di Andreana d’Aquino)-

Le sue capacità sono state strategiche nella fase del lockdown visto che il satellite europeo Aeolus – che fiuta i venti – è stato tra i pochi mezzi ‘al lavoro’ in grado di poter fornire dati utili per le previsioni meteo. Mentre mezzo globo era bloccato in casa per l’emergenza Covid-19, il satellite Aeolus dell’Agenzia Spaziale Europea ha infatti prodotto quei dati importanti per le previsioni del tempo che il drastico crollo dei voli aerei commerciali rischiava di compromettere.

A bordo di alcuni aerei commerciali sono infatti montati speciali sensori che leggono temperatura, velocità e direzione dei venti per stimare il meteo: un lavoro che, con centinaia di velivoli fermi negli hangar, ha svolto il satellite Aeolus durante il lockdown anche grazie ad una nuova, quanto potente tecnologia spaziale Made in Italy costruita da Leonardo. Aladin, lo strumento principale di Aeolus, ha infatti un cuore italiano, ed “è il trasmettitore laser più potente operante nell’ultravioletto (Uv) mai imbarcato su un satellite e realizzato da Leonardo” spiega all’Adnkronos il fisico Alberto Cosentino, 59 anni, Responsabile della Funzione Space Laser Systems di Leonardo. (GUARDA LA VIDEO INTERVISTA)

Il trasmettitore laser è un gioiello della tecnologia nazionale ed “in questo momento sta misurando i venti dallo spazio inviando dati ogni 3 ore” riferisce Cosentino. Grazie al contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana, Leonardo ha sviluppato e realizzato questo ‘super trasmettitore laser’ nei suoi stabilimenti di Pomezia, alle porte di Roma e di Campi Bisenzio alle porte di Firenze. Aeolus è una missione sperimentale dell’Esa lanciata ad agosto del 2018 per lo studio dei venti terrestri, una missione che spiega ancora il fisico di Leonardo, “contribuisce a rendere le previsioni meteo più affidabili ed a migliorare la nostra conoscenza dei fenomeni climatici”

Cosentino evidenzia che il “trasmettitore laser italiano è costituito da oltre 70 componenti ottici, emette radiazione ultravioletta verso l’atmosfera ed una piccola frazione di questa viene riflessa verso lo strumento”. I dati misurati, continua il fisico di Leonardo, “vengono poi trasferiti a terra e permettono di costruire la mappa su scala globale dei venti fino a 30 chilometri di quota“. Ed è proprio la rivoluzionaria tecnologia laser che, generando pulsazioni di luce ultravioletta inviate nell’atmosfera, mette in evidenza i venti globali.

Si tratta “di un approccio totalmente nuovo nella misurazione del vento dallo spazio” osserva Alberto Cosentino. Grazie alle sue capacità, il rivoluzionario satellite europeo Aeolus – i cui dati sono stati appena messi a disposizione di tutti dall’Agenzia Spaziale Europea – potrà analizzare aree che ancora non sono raggiungibili dai mezzi di rilevazione classici, come i palloni sonda o appunto gli aerei, e quindi la missione Esa di approfondire la nostra conoscenza dei venti a livello globale.

Con una visione dei venti più completa e approfondita si potrà inoltre migliorare lo studio sui cambiamenti climatici, il riscaldamento globale e l’inquinamento atmosferico. I nuovi dati del satellite europeo potranno inoltre portare benefici anche a tante attività strategiche come l’agricoltura o la navigazione. Aeolus e i suoi strumenti, inoltre, sono così delicati e strategici che scienziati e tecnologi come quelli di Leonardo li proteggono da possibili contaminazioni indossando mascherine, camici e altri dispositivi assolutamente sterili.

Se noi comuni mortali ci stiamo abituando solo adesso a convivere con questi dispositivi per proteggerci dal nuovo coronavirus, oltre a medici e infermieri anche scienziati e tecnologi spaziali come il fisico Alberto Cosentino sono infatti abituati da sempre a indossare mascherine e camici per tutelare i delicati strumenti che voleranno nello spazio da possibili contaminazioni.

Scienziati come il fisico di Leonardo, lavorano nelle cosidette ‘camere bianche’, “luoghi -spiega Cosentino- dove sono realizzati e testati i delicati componenti, tecnologie e strumenti che poi dovranno arrivare nello spazio incontaminati da particelle, polveri, aerosol e droplet”, proprio quelle goccioline di saliva che stiamo, a causa della pandemia, imparando a conoscere e gestire per evitare il contagio del nuovo coronavirus.

“Bisogna proteggere questi strumenti spaziali da polveri, aerosol e anche dal droplet perché, in particolare per il laser di questa missione Aeolus che emette energia pura, se queste particelle di saliva contaminassero le ottiche del laser prima del volo spaziale, queste rischierebbero di bruciarsi e, quindi, si comprometterebbe tutta la missione. Perchè il laser – strumento strategico per Aeolus – non funzionerebbe più” avverte Cosentino. Insomma, anche un laser può rischiare di ‘ammalarsi’ e ‘morire’.


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