Coronavirus, Raimondi (Gemelli): “Da sanità Lazio ottima risposta” 

Pubblicato da in data 26 Maggio 2020

Coronavirus, Raimondi (Gemelli): Da sanità Lazio ottima risposta

Pubblicato il: 27/05/2020 18:16

“La qualità della risposta messa in campo dalla Regione” Lazio “e in particolare dal sistema sanitario regionale”, e poi “rapidità nelle decisioni, coordinamento effettivo, controllo costante della situazione” sono “un segnale forte che davvero la sanità laziale è uscita dal tunnel; vengono a maturazione i frutti di un rinnovamento condotto con tenacia e lungimiranza”. Lo ha affermato Giovanni Raimondi, presidente della Fondazione Policlinico universitario Gemelli Irccs, che questa mattina ha dato il benvenuto al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e all’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, in visita al Gemelli.

“Fare squadra, essere una rete, è un termine spesso abusato ma in questa emergenza è davvero il più adeguato per descrivere la modalità di risposta che ha permesso la gestione e un contenimento effettivo del rischio pandemico. Credo che la decisione presa a tempo di record di trasformare la Columbus in Covid 2 Hospital resterà un caso di scuola per molto tempo in termini sia di visione che di esecuzione”, dice rivendicando che “dentro questa squadra del Ssr il Gemelli ha giocato un ruolo essenziale”.

“L’integrazione all’interno della rete è un obiettivo strategico che abbiamo perseguito insieme, Regione e Gemelli, in questi anni: logiche di contrapposizione del passato – ci tiene a evidenziare – hanno da tempo lasciato il passo a una collaborazione che, pur nella normale dialettica, vede una integrazione sul campo nella quale non contano le differenze nominalistiche fra pubblico e privato ma conta la risposta che il sistema da al bisogno di salute dei cittadini. Il Covid è stato un vero stress test di questa integrazione e la risposta che è stata data, è stata ottima”.

“Tutto questo – prosegue Raimondi – non sarebbe stato possibile per il Gemelli senza l’impegno incondizionato di tutti i propri collaboratori. Facciamo un lavoro nel quale non ci sono automatismi o processi asettici, non siamo una catena di montaggio automatizzabile: senza il ruolo attivo e competente del fattore umano nulla funziona. Siamo veramente orgogliosi della prova che ha dato il personale, eravamo fiduciosi di ciò, ma sappiamo che nulla è scontato”.

Raimondi ricorda che “su 7.172 persone in organico 42 sono stati i positivi, di cui 34 già rientrati in servizio. Oltre 4.800 i tamponi effettuati”.


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