Gestori locali a Milano: “Ma quale movida? Qui pochi clienti” 

Gestori locali a Milano: Ma quale movida? Qui pochi clienti

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Pubblicato il: 28/05/2020 15:39

Di Federica Mochi

Qualcuno si siede ancora al tavolo per uno Spritz. Ma nessuno, a Milano, va più in giro col bicchiere in mano al tramonto. La decisione del sindaco, Giuseppe Sala, di fermare la vendita di alcolici d’asporto dopo le 19 per frenare la movida ha già suscitato qualche malumore. Soprattutto tra i gestori di bar e ristoranti. Sono loro, infatti, che rischiano di pagare il conto più salato, con molti clienti che piuttosto che gustare un aperitivo ‘a metà’ decidono di rinunciarvi a priori.

“Durante il lockdown lavoravamo molto con l’asporto – spiega all’Adnkronos Michele Francesco Vitrani, titolare del Village Cafè sui Navigli – dopo la riapertura del 4 maggio, con il delivery si è lavorato bene ma dal 18, con la riapertura totale si è vista poca clientela, giusto il minimo, neanche per riempire i tavoli fuori. Io ho uno spazio di 50 metri quadrati, tra i più grandi qui, e non riesco a riempirlo tutto. Forse qualcosa in più il sabato e la domenica ma durante la settimana zero clienti”.

“Lavoravo moltissimo con i ragazzi che facevano l’asporto – spiega ancora Vitrani – ma per ora zero. Assembramenti? Se esce fuori una compagni di 5 ragazzi ci sta che si creino, ieri è venuta da me una comitiva di 8 ragazzi ma quando ho detto loro che i tavoli dovevano essere distanziati se ne sono andati dicendo ‘noi non ci sediamo’”.

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Per Francesco Bonazzi, uno dei soci del Mag Caffè sui Navigli, il problema è di carattere generale. “C’è un grosso calo di base e questo prima ancora dell’ultima ordinanza di Sala – spiega Bonazzi, – col divieto d’asporto però è stato l’ennesimo colpo, per diverse settimane dicevano di puntare sul take away e ci siamo organizzati. Molti colleghi hanno comprato tavoli esterni, alcuni hanno fatto bicchieri con il logo da asporto, il problema è che cambiano sempre le carte in tavola. Noi abbiamo tolto tantissimi tavoli per rispettare le misure di sicurezza, conserviamo il numero di telefono dei clienti per 14 giorni, misuriamo loro la temperatura. Questa storia di vietare l’asporto dopo le 19 ci ha dato un ulteriore colpo. Noi gestiamo un altro locale, il Backdoor, sempre sui Navigli, che faceva solo take away ed è stato chiuso da un giorno all’altro”.

Queste misure rischiano di far fallire molti locali. “Stanno arrivando solo limitazioni e non agevolazioni in questo momento – dice amareggiato – con qualche agevolazione potrebbe essere più sostenibile per molti locali. Gli affitti sui Navigli non sono cambiati, se si taglia anche la fetta del take away, alla fine il gestore l’affitto deve comunque pagarlo. Nell’ultima ordinanza il fatto che chi beve in piedi può ricevere multe da 400 a 4mila euro ha messo un po’ di timore ai clienti”.

Quanto alla movida, da giorni, sui Navigli, sembra solo un ricordo. “Ora la serata finisce molto prima – osserva Bonazzi – prima sul Naviglio si andava avanti fino alle 2, anche durante la settimana. Ora c’è uno spaccato, ci sono persone timorose, chi ha capito le regole e quelle che invece non si capisce dove siano state negli ultimi due mesi. Si abbracciano, girano senza mascherine. Vista la situazione, capisco il perché dei controlli ma bisognerebbe farli in modo più mirato, magari facendo notare a chi passa senza mascherina di indossarla senza doversi rifare solo sulla distanza dei tavoli, sul barman che ha fatto passare due persone. Credo ci sia molta confusione. Bisognerebbe usare di più il buonsenso e non cercare solo il consenso delle persone”.

Niente più movida anche in viale Monte Nero, zona Porta Romana. “Movida? Quale Movida? – dicono dal Mom Cafè -. Dopo l’ordinanza del sindaco che vieta l’asporto è finito tutto. Abbiamo visto un calo, si lavora molto poco al momento. Il calo è stato generale, dopo la riapertura. Speriamo che passi questa situazione, siamo in attesa. Per noi che apriamo alle 18 vietare l’asporto dopo le 19 è stata un’ulteriore mazzata”.

Tempi difficili anche per il bar Moscatelli, in zona porta Garibaldi, altro punto di ritrovo per tantissimi giovani in città. “Sta andando malissimo – confessa il titolare Alberto Romano – ma non per colpa dell’ordinanza di Sala. C’è meno gente in giro, la gente è impaurita e la nostra clientela, che era fatta anche di persone degli uffici che finivano di lavorare e venivano a fare aperitivo è scomparsa”.

Dalla riapertura, osserva Romano “c’è stato un calo vertiginoso. Abbiamo aperto la settimana scorsa ma un po’ per la paura e un po’ per lo smart working, si vedono pochi clienti. L’ordinanza di Sala, alla fine, conta poco. E’ chiaro che se uno prende una birra, si mette su una panchina e poi gli fanno 400 euro di multa nei locali non va. Noi abbiamo deciso di chiudere alle 21 la sera, la gente si siede solo sui tavoli fuori, non facciamo asporto. Abbiamo notato che la gente non gira più dopo le 22, non so se è per colpa dell’ordinanza ma c’è davvero poca gente in giro. Oltre alla paura del Covid ora c’è anche quella delle multe”.