Fase 2: il parrucchiere 100% ‘bio’, ‘ripartire si può, basta adattarsi ce lo insegna la natura’  

Il parrucchiere 100% 'bio': Ripartire? Impariamo dalla natura

Pubblicato il: 30/05/2020 17:55

Ripartire si può, basta tenere duro e rispettare le regole. Anche quando si è deciso di portare avanti una scelta ‘difficile’, come quella di riconvertirsi al 100% al biologico e all’ecosostenibile. E’ il caso di ‘Naturakalos’, salone di parrucchiere ‘di tradizione’ nel cuore di San Giovanni, a Roma, che, dopo aver da sempre strizzato l’occhio alla natura, proprio subito prima della pandemia aveva fatto la sua ‘rivoluzione verde’.

“La mia, sin dall’inizio, è stata una scelta mirata: utilizzare ingredienti e anche strumenti tutti naturali o ecosostenibili, che inquinino il meno possibile, e per questo alcuni tipi di servizi e di prodotti li ho eliminati”, spiega all’Adnkronos il titolare del salone, Fabio Palone, invitando gli italiani a “positività e all’ottimismo”, due concetti che sono un po’ anche il leit motiv del suo negozio: “Forse vado controcorrente ma vorrei dire che tutto sommato non mi posso lamentare: il bicchiere lo vedo mezzo pieno – dice -Per quanto le norme siano restrittive sono accettabili e si può lavorare. Certo, sempre con la speranza che non sia una situazione definitiva. Prima o poi dovrà finire”.

Secondo Palone “la risposta della clientela è stata piuttosto positiva”. “Non mi posso lamentare: dopo due mesi di chiusura le clienti, soprattutto quelle più affezionate, si sono precipitate a prenotarsi – racconta – E questo è stato fondamentale. Quando vengono da noi trovano il kit con guanti e mascherina, la busta per metterci la borsa e un kimono da indossare: insomma l’occorrente per rispettare tutte le norme anticontagio”. E soprattutto il tempo per rilassarsi e dedicarsi a loro stesse: “Al contrario di quanto si tende a credere, il parrucchiere o l’estetista non sono affatto qualcosa di superfluo – sottolinea – la cura dei capelli e del corpo ha un ruolo essenziale per il benessere dell’individuo, e durante questo lockdown ce ne siamo accorti. E poi – scherza – i parrucchieri sono anche un po’ psicologi, sanno ascoltare le clienti e, perché no, farle sorridere”.

“Per riaprire nel rispetto delle direttive del governo sono stato costretto a eliminare due postazioni per il distanziamento, il personale indossa le mascherine e i guanti, le spazzole e tutti gli attrezzi vengono igienizzati ad ogni uso, ma questo lo facevamo anche prima, e anche le postazioni vengono igienizzate al termine di ogni lavoro – prosegue Palone – E’ giusto che si faccia e lo facciamo”.

“Però, nonostante i costi per la riapertura e il resto ho adottato la politica di non aumentare i prezzi: il cliente non paga un euro in più rispetto a prima del lockdown. Piuttosto ho preferito introdurre delle nuove proposte, dei nuovi ‘menù’, ovviamente sempre all’insegna del tutto naturale perché questa è la filosofia base del mio lavoro. Ecco, questi menù hanno un costo diverso – spiega – un prezzo un poco più alto giustificato dal lavoro in più che c’è da fare, ma è una scelta del cliente chiederli o meno. Chi non vuole o non può paga come prima”.

“Un appello? Siate positivi, colleghi e non, non abbiate paura. La nostra storia è attraversata da tante pandemie o eventi devastanti – chiosa Palone – ma credo che l’esperienza l’abbiamo fatta, il background lo abbiamo formato e se il virus dovesse tornare, speriamo proprio di no, siamo pronti ad affrontarlo. Rispettiamo le linee guida con serietà e potremo tornare alla normalità. D’altra parte, ci vuole spirito di adattamento per andare avanti, c’è lo insegna ogni giorno la natura”.