Oms: “Pandemia accelera, ieri record di casi” 

Pubblicato da in data 18 Giugno 2020

Oms: Pandemia accelera, ieri record di casi

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Pubblicato il: 19/06/2020 17:22

“La pandemia sta accelerando. Più di 150.000 nuovi casi di Covid-19 sono stati segnalati ieri all’Oms, il numero più alto in un singolo giorno fino a ora”. Lo rende noto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra.”Quasi la metà di questi casi – evidenzia – sono stati segnalati dalle Americhe, ma in gran numero anche dall’Asia meridionale e dal Medio Oriente”.

“Il mondo si trova in una nuova e pericolosa fase. Molte persone sono comprensibilmente stanche di stare a casa. I Paesi sono comprensibilmente desiderosi di aprire le loro comunità ed economie. Ma il virus si sta ancora diffondendo rapidamente, è ancora mortale e la maggior parte delle persone è ancora suscettibile”, prosegue.

“Chiediamo a tutti i Paesi e a tutte le persone – è l’appello del Dg Oms – di esercitare una vigilanza estrema. Di continuare a mantenere la distanza dagli altri. Di stare a casa se ci si sente male. Di continuare a coprire naso e bocca quando di tossisce o si starnutisce. Di indossare una maschera quando è appropriato. Di continuare a lavarsi spesso le mani”. Ai governi “continuiamo a chiedere di concentrarsi sulle basi: trovare, isolare, testare e avere cura di ogni singolo caso e dei suoi contatti”.

“Non dovremmo essere sorpresi dall’aumento dei casi perché la maggioranza della popolazione è ancora suscettibile al coronavirus e se non mettiamo in atto le giuste misure, i casi aumenteranno”, spiega Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per il coronavirus.

“I diversi Paesi -prosegue- si trovano ora in differenti situazioni, ma il virus sta accelerando in molte parti del mondo. Alcuni Paesi stanno avendo più successo di altri, ma tutti devono rimanere pronti. Dobbiamo usare il tempo saggiamente per avere strumenti a disposizione per ogni ritorno del virus, ogni focolaio, con ospedali e forniture pronti”.

“Ci sono differenti situazioni nei Paesi -conferma Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Oms – alcuni hanno avuto un picco ma non hanno ridotto al minimo i contagi e ora hanno avuto un secondo picco. Altri stanno tenendo sotto controllo le infezioni. Non esiste una definizione precisa di ‘seconda ondata’, dipende da come si gestisce questa crisi”.

“Anche quando si nota un aumento dei casi, questo sarò dovuto a più test o a una maggiore circolazione del virus? Basta verificare il numero di persone ricoverate e di persone decedute: se non aumenta, sarà il maggior ricorso ai test ad avere fatto aumentare le diagnosi. Per tutti questi motivi, allentare le misure come i lockdown deve esser fatto con saggezza e basandosi sull’analisi continua dei data, aggredendo ogni singolo focolaio. Questo è quello che si sta facendo in Germania e in Cina, limitando geograficamente l’espandersi dei contagi per evitare di ricorrere a nuove chiusure”, afferma ancora.


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