Coronavirus, Sapelli: “Ha accelerato disgregazione Stato e partiti, fenomeno mondiale”  

Pubblicato da in data 20 Giugno 2020

Coronavirus, Sapelli: Ha accelerato disgregazione Stato e partiti, fenomeno mondiale

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Pubblicato il: 21/06/2020 21:15

La pandemia di coronavirus ha accelerato il fenomeno mondiale della disgregazione dello Stato e dei grandi partiti di massa. E in un momento di crisi economica provocata da cause esogene i governi, la politica e i partiti faticano ad accordarsi per prendere decisioni e agire. Lo afferma l’economista Giulio Sapelli, contattato dall’Adnkronos. “Ci sono pochissimi Paesi al mondo in cui non si viva una disgregazione dello Stato come l’abbiamo conosciuto, lo Stato legal-nazionale. E non c’è Paese al mondo in cui la disgregazione dei partiti non sia in uno stato più o meno avanzato. Un fenomeno non nuovo, causato dalla finanziarizzazione, che la pandemia ha accentuato”, spiega l’economista.

Come in Francia, “dove Macron e la finanziarizzazione hanno disgregato la sinistra, la destra e il centro. O i Paesi Bassi, dove è in corso una disgregazione del fronte politico, o la Spagna, dove il governo vive solo perché non si va al voto in Parlamento”. L’unico Paese dove i partiti storici di massa resistono, continua, è la Germania, “anche se la Cdu è scossa da un conflitto interno fortissimo e la cancelliera Merkel ha visto distrutti tre suoi probabili successori nel giro di pochissimo tempo”.

E anche i problemi economici “sono mondiali. C’è una crisi esogena che colpisce nello stesso tempo l’offerta e la domanda, che non fa che accelerare delle tendenze che c’erano già”, continua Sapelli. Anche l’Italia, spiega Sapelli, “è affetta dalla disgregazione dello Stato e delle macchine dei partiti” e “non ci sono più i partiti storici, ma dei gruppi armati gli uni contro gli altri”. Per l’economista “abbiamo lentamente distrutto gli stati sociali, non facciamo investimenti, c’è la deflazione in corso” e “quando hai bisogno di prendere decisioni non sei in grado di prenderle”. Ora, conclude, “servono l’astensionismo e la preghiera. Forse l’uscita è astenersi dal voto per un po’ di tempo per creare una rigenerazione della classe politica”.


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