Fisco: Lef, con split payment e reverse charge nel 2018 incassati circa 1,5 mld in più di Irpef  

Pubblicato da in data 20 Giugno 2020

Fisco, Lef: con split payment e reverse charge nel 2018 incassati circa 1,5 mld in più di Irpef

Pubblicato il: 21/06/2020 15:38

Effetto tracciatura sui redditi Irpef da lavoro autonomo, impresa e partecipazione. Nel 2018 nelle casse dell’erario sono arrivati da 1 a 1,5 miliardi in più attribuibili ad un miglioramento della compliance. La stima emerge da una analisi, effettuata da Lef-Associazione per la legalità e l’equità fiscale, dell’impatto sulla compliance della recente introduzione di alcune misure antielusive quali lo “split payment” Iva per i pagamenti della pubblica amministrazione (l’Iva viene versata dalla pubblica amministrazione e non da chi presta l’attività) e, dall’anno d’imposta 2016, sempre nell’Iva, del “reverse charge” o “inversione contabile” in alcuni tipi di transazioni (l’Iva non viene pagata a chi vende o presta il servizio ma viene direttamente versata all’erario dall’acquirente).

Dai dati statistici delle dichiarazioni dell’anno d’imposta 2018 riferiti all’imposta relativa ai redditi da lavoro autonomo, impresa e partecipazione si può con buona approssimazione stimare -afferma il responsabile dell’ufficio studi di Lef Lelio Violetti- che l’aumento complessivo della compliance è pari a 1-1,5 miliardi. Rispetto al valore complessivo di 30 miliardi all’anno in cui è da più parti misurata l’evasione Irpef sui redditi indipendenti l’incremento può sembrare poco significativo in quanto si tratta d’una percentuale diriduzione pari al 3-5%.

Questo recupero assume, tuttavia, ad avviso di Lef, un significato profondamente diverso alla luce delle seguenti considerazioni. L’intervento sulla tracciatura dei ricavi introdotto dallo “split payment” e dal “reverse charge” riguarda un limitato numero di contribuenti Iva e solo alcuni settori economici e, se si tiene conto di questo, l’ammontare del recupero assume un significato profondamente diverso sia per l’efficacia dello strumento, già ampiamente collaudato nei redditi di Lavoro dipendente e da Pensione, che per il fatto che è avvenuto spontaneamente senza intervento e impiego di risorse da parte dell’amministrazione finanziaria.

“Questa considerazione -speiga Violetti- assume maggior peso, se si considera, che l’Agenzia delle Entrate con la sua attività di accertamento recupera, mediamente quattro anni dopo, grosso modo cifre analoghe in merito all’Irpef evasa dai redditi Irpef degli autonomi. Con un colpo solo si è recuperato subito un ammontare che richiedeva tempo e costi elevati da parte dell’amministrazione”.

Tuttavia, ad avviso di Lef, per misurare a pieno l’effetto tracciatura occorrerà attendere i dati dell’anno d’imposta 2019 in cui è entrato in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica seppur parziale in quanto i cosiddetti forfetari con ricavi inferiori ai 65.000 euro erano esentati da quest’obbligo.

Nell’anno d’imposta 2020, si farà poi sentire l’effetto disastroso della pandemia ma resta, comunque, il fatto che dalla crisi economica che questa ha provocato, rileva Violetti, “emerge con chiarezza che il recupero dell’evasione è una delle priorità di questo paese e i dati del 2018 dimostrano che sarà utile, necessario ed opportuno proseguire sulla strada della tracciatura”.


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato sul nostro sito.* campo obbligatorio.



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background