Lodi, l’oste che uccise ladro: “Devastato da decisione Procura” 

Pubblicato da in data 27 Giugno 2020

Lodi, l'oste che uccise ladro: Devastato da decisione Procura

Pubblicato il: 28/06/2020 15:28

di Federica Mochi – “Mi sento devastato, sono giù di morale, è stata una mazzata tra capo e collo che non mi aspettavo, ancora non ci posso credere, ma ormai è successo e andremo avanti. Spero di riuscire a reagire per poter affrontare questo nuovo capitolo”. Mario Cattaneo ha la voce spezzata. L’oste di Casaletto Lodigiano dal cui fucile partì una rosa di pallini nel 2017 che uccise Petre Ungureanu, cittadino romeno che si era introdotto nella sua osteria per rubare, è devastato dalla decisione della procura della Repubblica di Lodi, che ha qualche giorno fa ha presentato appello alla sentenza di primo grado che lo aveva assolto.

“Sono qui ancora a ricominciare daccapo un’altra vicenda che spero che finisca bene – spiega Cattaneo all’Adnkronos – perché è un calvario. E’ una storia mai finita e spero che non duri altri tre anni. Per me sarebbe una batosta. Ancora adesso non riesco a rendermene conto. Spero di poter reagire e riprendermi perché sono a terra psicologicamente, mi sento deluso”.

Cattaneo è fiducioso nella magistratura ma moralmente appare molto preoccupato: “Ho sempre creduto nella giustizia – osserva – e continuo ad avere fiducia perché ho sempre rispettato tutte le leggi e fatto il mio dovere però mi cadono le braccia adesso. Spero solo di riuscire a reagire”.

Quindi prosegue: “Ormai ho 70 anni, ho pensato di lasciare andare tutto, di lasciare le cose come vogliono che vadano ma non lo so, adesso sono davvero a pezzi, spero di trovare le forze per continuare. Spero che accada già nella prossima settimana. Giovedì mi è arrivata la notizia, oggi sto lavorando e sono un po’ su di morale. Tanta gente viene a portare solidarietà e conforto e questo mi aiuta un po’. Domani però, quando andranno via tutti, mi troverò lì da solo e ricomincerò a pensare”.

Oggi il signor Mario era a Codogno assieme al segretario della Lega, Matteo Salvini, che lo ha definito “un perseguitato”. “A Codogno è andata benissimo – sottolinea Cattaneo – sono stato invitato e sono andato, con Salvini abbiamo scambiato due parole e basta. Lo ringrazio davvero tantissimo, ho trovato tanta gente lì a Codogno che mi ha stretto la mano, mi ha dato coraggio e fatto gli auguri”


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