Gatto morto per Lyssavirus, screening sui pipistrelli ad Arezzo 

Pubblicato da in data 29 Giugno 2020

Gatto morto per Lyssavirus, screening sui pipistrelli ad Arezzo

Fotogramma /Ipa

Pubblicato il: 30/06/2020 12:27

Uno screening sui pipistrelli ad Arezzo scatterà domani quando i ricercatori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie eseguiranno un prelievo-cattura di mammiferi vivi presenti in una colonia in città. Lo ha annunciato stamani il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, durante la seduta del Consiglio comunale informando anche sul trasferimento in strutture adeguate degli altri animali della famiglia proprietaria del gatto affetto da Lyssavirus e poi morto.

Si tratta di un cane trasferito al canile municipale e posto in isolamento e di una gatta che quindici giorni fa ha partorito alcuni gattini, accolti dal gattile di Firenze dotato di misure ad hoc previste in questi casi. “I tecnici dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie – ha spiegato il sindaco – eseguiranno un sopralluogo in una zona della città dove è presente una colonia di pipistrelli e domani sarà effettuato un prelievo-cattura di pipistrelli vivi, per verificare se questa tipologia di virus è da considerarsi un fatto endemico oppure no. Senza falsi allarmismi, dico che la situazione è di grande attenzione“. In giornata è prevista una riunione tra il primo cittadino di Arezzo, i tecnici del servizio ambiente del Comune e il direttore del servizio veterinario della Asl per prendere in considerazione il monitoraggio delle colonie feline.

Il sindaco Ghinelli ha emesso nei giorni scorsi due ordinanze contingibili e urgenti in via cautelativa a tutela della salute pubblica al fine del contenimento di infezione rabida. I provvedimenti si sono resi necessari a seguito del caso del gatto domestico che dopo aver morso la sua proprietaria è risultato affetto da Lyssavirus, il virus appartenente a un ceppo tipico dei pipistrelli diverso da quello della rabbia classica.

Con la prima ordinanza il sindaco ha disposto il sequestro degli animali di proprietà della donna (un cane, un gatto e tre gattini lattanti) con il contestuale affidamento in custodia presso il canile comunale “od altra idonea struttura equipollente, così come prescrive la legge”, informa il Comune con una nota. Il proprietario è tenuto a mantenere “gli animali indicati in custodia ed in isolamento presso la propria abitazione fino al termine delle operazioni tecniche necessarie al trasferimento definitivo”.

Al contempo, l’ordinanza sindacale numero 143 prevede che “dalla data odierna e fino al 27 agosto compreso, i cani, anche se muniti di museruola, non possano circolare se non condotti al guinzaglio”. I cani accalappiati rinvenuti vaganti non saranno restituiti ai possessori “se non abbiano subito favorevolmente il periodo di osservazione di 6 mesi, riducibili a 2 qualora vengano sottoposti a vaccinazione antirabbica postcontagio con le modalità stabilite dal dpr 08.02.54 n. 320, art. 87 e con addebito delle spese agli stessi possessori”.

Il sindaco ha disposto che i possessori di cani “segnalino immediatamente all’Autorità Comunale l’eventuale fuga dei propri cani ovvero il manifestarsi in essi di qualsiasi sintomo che possa far sospettare l’inizio della malattia come ad esempio: cambiamento d’indole, tendenza a mordere, manifestazioni di paralisi, impossibilità della deglutizione”.


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato sul nostro sito.* campo obbligatorio.



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background