Salvini: “Non ipotecate il futuro, Mes non serve”  

Pubblicato da in data 29 Giugno 2020

Salvini: Non ipotecate il futuro, Mes non serve

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Pubblicato il: 30/06/2020 08:46

“Sarei d’accordo con Nicola Zingaretti se il suo appello di ieri nelle pagine del Corriere della Sera fosse finalizzato a pagare la cassa integrazione o a dare liquidità a famiglie e imprese”. Lo scrive Matteo Salvini in una lettera al Corriere della Sera, precisando che “Zingaretti non sta nella pelle per il Mes e ci spiega in dieci punti le ‘ragioni per dire Sì’, ragioni che nel frattempo non hanno convinto Francia, Spagna, Grecia o Portogallo. Per la sua architettura istituzionale – afferma il leader della Lega – perfino la Germania rischia di avere dei problemi: il Bundestag sarà chiamato ad approvare ogni singolo esborso del Mes”.

“Per sciogliere alcuni nodi economici – continua Salvini – non serve l’Europa ma un governo appena decente. Lo dimostrano i nostri vicini di casa che stanno lavorando senza aspettare il fondo salva-stati. Parigi, per esempio, ha messo 8 miliardi per il settore dell’auto. L’Italia ha preferito investire sui monopattini elettrici, che spesso sono di fabbricazione cinese. Berlino ha lanciato una manovra da più di 150 miliardi, mentre l’Italia non riesce a far funzionare nemmeno il bonus vacanza. La ricetta della Lega è diversa da quella ipotizzata dal Pd. Anziché ipotecare il futuro dei nostri figli, meglio scommettere sull’Italia con l’emissione di buoni del Tesoro. I segnali sono incoraggianti: il Btp Italia ha battuto ogni record e con un’unica asta ha chiuso a 22,3 miliardi. Più di metà del Mes!”.

“Il Pd insiste col fondo Salva-Stati. Dei dieci punti citati da Zingaretti sul Corriere, quasi tutti comportano un aumento strutturale della spesa, ma il Mes serve solo per interventi straordinari direttamente collegati alla crisi Covid”, continua Salvini, precisando che il Mes “è un prestito vincolato: significa che a parte l’ammodernamento degli ospedali e la ristrutturazione delle Asl, tutti gli altri obiettivi snocciolati dal segretario del Pd sono fuori tema. Il Mes non è pensato per alimentare gli investimenti nella ricerca, la rivoluzione digitale, il rafforzamento della medicina di base, la riforma dei servizi per anziani e malati cronici, l’aumento di investimenti per il personale sanitario, l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, le borse di studio, l’aumento dei posti finanziati per gli specializzandi o altri obiettivi generici. Ricordo che dal novembre 2011 a oggi, il Pd è stato al governo o ha sostenuto l’esecutivo in carica ininterrottamente (Monti-Letta-Renzi-Gentiloni-Conte), fatta salva la parentesi del governo con la Lega: quasi un decennio con le leve del potere in mano, decennio che leggendo l’elenco di Zingaretti è stato evidentemente fallimentare”.

“Anche per il Mes c’è la richiesta dell’Europa – afferma il leader della Lega – visto che Angela Merkel ha chiarito: ‘Non abbiamo creato il Mes per non utilizzarlo’. Non vogliamo cascarci. Le condizioni proposte sembrano innocue, ma i Trattati e i Regolamenti (in particolare, il cosiddetto ‘two pack’ del 2013) consentono di modificarle successivamente. Lo ammettono anche Gentiloni e Dombrovskis nella loro lettera del 5 maggio, promettendo di non inasprirle. Una missiva non è fonte di diritto con valore vincolante. Chi ci assicura che tra dieci anni, quando la crisi Covid sarà un ricordo lontano, ci saranno le stesse volontà e gli stessi equilibri politici? L’Italia resterebbe in balia degli umori europei: pollice su o pollice giù? Vita o morte? Tanti dubbi e una certezza: una volta accettate le risorse, lo Stato membro sarà soggetto a sorveglianza rafforzata da parte della Commissione europea e della Bce”.

“Ci sarà quindi la possibilità di subire altri diktat. La patrimoniale. Una bastonata alle pensioni. Un inasprimento dell’Iva. A Zingaretti mando un messaggio – conclude – in Parlamento la maggioranza potrebbe imboccare la strada sciagurata che porta al Mes, soprattutto se il Movimento 5 Stelle dovesse cambiare idea per l’ennesima volta per amore del potere, ma non sarebbe la sconfitta della Lega. Sarebbe la sconfitta dei nostri figli e di tutti gli italiani. Pensateci bene”.


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