Covid, Ecdc: “Casi Europa in calo ma ancora grandi focolai” 

Pubblicato da in data 1 Luglio 2020

Covid, Ecdc: Casi Europa in calo ma ancora grandi focolai

(Fotogramma)

Pubblicato il: 02/07/2020 14:01

di Margherita Lopes

Pandemia con luci e ombre nel Vecchio continente. Se in Europa si osserva un andamento in calo delle infezioni da Covid-19, con una riduzione del 12% nell’incidenza dei casi segnalati tra il 16 e il 30 giugno, “è ancora presente una trasmissione comunitaria nella maggior parte dei Paesi europei e del Regno Unito. Inoltre, alcuni Paesi stanno segnalando una ripresa di casi o grandi focolai localizzati“. Lo afferma il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc), che ha pubblicato una nuova valutazione del rischio Covid-19 per l’Ue e il Regno Unito. Il rischio complessivo nei Paesi che segnalano un aumento dei casi è “moderato per la popolazione generale” e “molto alto” per i soggetti con fattori di rischio o più vulnerabili.

Le ragioni alla base di questo “apparente aumento del numero” o della “ripresa dei casi osservati in alcuni Paesi possono essere diverse”, secondo gli esperti. L’aumento del numero di casi può riflettere cambiamenti nelle pratiche di accertamento (aumento dei test, modifiche nella definizione di caso), “che non indicano necessariamente un aumento della velocità di trasmissione o che possono riflettere una crescita associata all’allentamento degli interventi non farmacologici o a focolai localizzati di grandi dimensioni, o ancora che possono essere dovuti all’importazione di casi”. Alcuni degli aumenti osservati, in particolare nei Paesi con popolazioni ridotte, sono associati a nuovi casi aggiuntivi. “Pertanto, le informazioni devono essere interpretate con cautela”.

Attualmente il rischio complessivo di Covid-19 nei Paesi che segnalano un aumento dei casi e per i quali esiste, o potrebbe esserci, una sostanziale trasmissione in atto nella comunità è “moderato per la popolazione generale (altissima probabilità di infezione e basso impatto della malattia) e molto alto per popolazioni con fattori definiti associati a rischio elevato di Covid-19 (altissima probabilità di infezione e altissimo impatto della malattia)”, sottolinea l’Ecdc. E ancora, “a condizione che gli aumenti non stiano semplicemente riflettendo un cambiamento nella strategia di sorveglianza o alterazioni a causa di calcoli con numeri piccoli – continua il centro europeo – il rischio complessivo di trasmissione di Covid-19 in ulteriore aumento in questi Paesi con un aumento dell’incidenza di Covid-19 è considerato elevato (probabilità molto elevata di ulteriore aumento e impatto moderato di un ulteriore aumento) senza adeguati sistemi di monitoraggio, una capacità di eseguire test approfonditi e tracciamento dei contatti e se gli interventi non farmacologici vengono semplificati quando è ancora in corso la trasmissione della comunità”, avvertono gli esperti.

“Dobbiamo tutti continuare i nostri sforzi per evitare un aumento della trasmissione e per proteggere quei gruppi di popolazione a rischio di malattia grave – raccomanda Andrea Ammon, presidente dell’Ecdc – Un solido lavoro di monitoraggio e una strategia estesa di test e tracciamento dei contatti sono componenti cruciali per una risposta efficace. A livello individuale, dovremmo mantenere il distanziamento fisiche quando possibile, rimanere vigili e continuare a rispettare un’igiene adeguata delle mani”, conclude l’esperta.


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