Intesa Ubi, soci combattuti su ops. Alcuni aspetteranno Antitrust  

Pubblicato da in data 3 Luglio 2020

Intesa Ubi, soci combattuti su ops. Alcuni aspetteranno Antitrust

Pubblicato il: 04/07/2020 15:31

Lunedì parte l’ops di Intesa SanPaolo su Ubi banca e c’è la possibilità che alcuni soci Ubi diano le azioni in adesione all’offerta solo dopo che l’Antitrust si sarà pronunciata. “Io, nel caso, farò così e so di non essere il solo, non vorrei ritrovarmi prigioniero di qualche magagna legale”, spiega all’Adnkronos un autorevole azionista di Ubi che preferisce l’anonimato.

Secondo la tabella di marcia, la decisione dell’Agcm dovrebbe arrivare intorno al 25 luglio e l’offerta finire il 28 luglio alle 17.30, salvo proroghe. Se gli investitori istituzionali, stando alle previsioni degli analisti, sarebbero già convinti di aderire, i soci storici della banca, che insieme coagulano circa il 30% del capitale dell’istituto, hanno posizioni diverse o sono combattuti.

Alcuni potrebbero aderire ma, secondo quanto emerge, riconoscono che il prezzo offerto non è conveniente: potrebbero attendere un rilancio o trattare per averlo. Sicuramente lo auspicano, come ha tra l’altro già detto, in un’intervista al Sole 24 Ore, il presidente del Banco del Monte di Lombardia, Aldo Poli.

Nei prossimi giorni, si riuniranno i comitati direttivi dei diversi patti di sindacato per esaminare il parere del cda di Ubi con le fairness opinion dei suoi advisor, secondo cui il concambio medio da corrispondere ai soci Ubi per le azioni dovrebbe essere molto più alto dell’1,7 proposto (17 azioni Intesa per 10 Ubi). Adesso, lo sconto sarebbe nell’ordine di circa 1,1 mld per gli azionisti Ubi, e un ‘giusto’ concambio dovrebbe invece essere compreso almeno tra 1,98 e 2,73.

Sembra comunque molto probabile, stando a quanto raccolto, che molte adesioni del ‘territorio’ se arriveranno, lo faranno negli ultimi giorni dell’ops. Fonti dei tre patti ci tengono comunque a sottolineare che si potrà anche prendere una posizione ufficiale ma ognuno degli azionisti è libero di fare la scelta che crede “secondo libertà e coscienza”. E questo anche in considerazione dell’articolo 123 del Tuf che prevede il recesso senza preavviso in caso di operazioni straordinarie e quindi la decadenza del patto stesso.

Più turbolenta delle altre la situazione del Car, il patto di consultazione che raggruppa circa il 19% di Ubi , dopo la defezione di uno dei suoi fondatori, Mario Cera, anticipata ieri dall’Adnkronos. Al suo posto nel comitato di presidenza, si apprende, c’è chi vorrebbe fosse nominato Poli, ma non è detto che ciò accada. Poli, sempre nell’intervista, ha aperto all’ops di Intesa Sp spiegando di aver avuto dal cda “un mandato per valutare la convenienza della proposta di Intesa: questo è ciò che ci interessa”.

(di Vittoria Vimercati)


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