Minenna: “Il nuovo fronte delle valute digitali”  

Pubblicato da in data 4 Luglio 2020

Minenna: Il nuovo fronte delle valute digitali

Pubblicato il: 05/07/2020 12:13

“Nonostante la crisi pandemica, i progetti delle banche centrali sulle valute digitali (Central bank digital currency, Cbdc) non rallentano. La nuova valuta a corso legale potrebbe prendere la forma di un conto di deposito presso la banca centrale ad uso universale che addirittura potrebbe pagare un tasso di interesse, o quella di un token digitale anonimo senza interessi come le attuali cripto valute”. E’ quanto scrive Marcello Minenna, direttore generale dell’Agenzia delle Dogane sul Sole24ore ricordando come gli ultimi dati della Bri registrino che rispetto al 2018 “il 40% delle banche rispondenti ha avviato esperimenti oltre la fase di studio teorico, mentre il 10% ha in esecuzione progetti pilota”.

A tirare la volata è la Cina: “Da aprile 2020 ci sono progetti pilota avanzati nelle città di Shenzhen, Suzhou, Chengdu, e Xiong’an; l’obiettivo è avviare un test nazionale entro i giochi olimpici invernali del 2022. Seguono a stretto giro le isole Bahamas e gli altri Paesi caraibici che sono sedi finanziarie offshore e gestiscono flussi imponenti di capitali dall’estero. Le banche centrali dei Paesi industrializzati non sono uscite dalla fase di progettazione teorica”, scrive ancora ricordando come “la Bce, tramite diversi esponenti del board ha ribadito la propria posizione di cauto interesse” per l’impatto che una nuova valuta digitale di adozione universale “potrebbe avere sull’utilizzo di contante e sul sistema bancario”.

“Se si ipotizza un conto presso la banca centrale per ogni cittadino, attivabile attraverso l’utilizzo di documenti ufficiali, questo wallet digitale (fruttifero di interessi o meno) supererebbe la sicurezza e la tracciabilità dei depositi bancari. Ciò costringerebbe le banche ad aumentare i tassi di interesse sui depositi per rimanere concorrenziali e si rifletterebbe in tassi più alti anche sui prestiti ed in una contrazione involontaria del credito alle imprese”, dice ancora sottolineando come “a fronte dei nuovi conti di deposito la banca centrale dovrebbe espandere i propri investimenti: partecipazioni azionarie e magari anche prestiti diretti. Un accentramento eccessivo dei ruoli di risk management tipici delle banche che sfocerebbe in distorsioni ed inefficienze”.

“Una possibile soluzione al problema è quella del tiering, già applicata con successo nel caso delle riserve in eccesso delle banche presso la Bce ed esteso ai nuovi prestiti per l’economia reale T-LTRO III”, indica. Per l’arrivo di una valuta digitale europea, comunque, conclude Minenna, “non è più questione di se ma di quando. Se l’esperimento cinese dovesse avere successo, potrebbe essere molto prima del previsto”.


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