Ameba ‘mangia cervello’, un caso in Florida 

Ameba 'mangia cervello', un caso in Florida

Fotogramma /Ipa

Pubblicato il: 06/07/2020 07:57

Piccola, rara e letale. Un caso confermato nella contea di Hillsborough, in Florida, di Naegleria fowleri, conosciuta anche come ameba ‘mangia cervello’. Ad annunciarlo è la Bbc che cita funzionari sanitari dello stato americano e il Dipartimento della Salute della Florida (DOH). Secondo quanto riportato dalla Bbc, le autorità sanitarie non avrebbero tuttavia spiegato dove è stata contratta l’infezione né dato notizie sulle condizioni del paziente.

L’ameba, microscopica e a cellula singola, può causare un’infezione al cervello ed è generalmente fatale. Comunemente trovata in acqua dolce, entra nel corpo attraverso il naso e non può essere trasmessa da persona a persona. “Le infezioni sono in genere osservate negli stati del sud degli Stati Uniti e sono rari in Florida, dove dal 1962 sono stati segnalati solo 37 casi”, spiega la Bbc, che continua: “Ma date le conseguenze potenzialmente letali dell’infezione, il DOH ha emesso un avvertimento per i residenti della contea di Hillsborough il 3 luglio” scorso. Funzionari sanitari hanno intanto esortato i residenti a evitare il contatto delle vie nasali con l’acqua dei rubinetti e di altre fonti, come laghi, fiumi, stagni e canali, dove le infezioni sono più probabili nei mesi estivi più caldi di luglio, agosto e settembre.

Febbre, nausea e vomito, nonché torcicollo e mal di testa fra i sintomi dell’infezione da Naegleria fowleri. La maggior parte degli infetti, spiega ancora la Bbc, muore entro una settimana. Il DOH ha quindi esortato le persone che manifestano questi sintomi a “cercare immediatamente assistenza medica, poiché la malattia progredisce rapidamente”. “Questa malattia – spiega il dipartimento – è rara, ed efficaci strategie di prevenzione possono consentire una stagione estiva balneare sicura e rilassante”.

Le infezioni da Naegleria fowleri sono rare negli Stati Uniti, secondo i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Tra il 2009 e il 2018, nel Paese sono state segnalate solo 34 infezioni. Di questi casi, 30 persone sono state infettate dall’acqua da diporto, tre dopo aver eseguito l’irrigazione nasale con acqua di rubinetto contaminata e una persona è stata infettata da acqua di rubinetto contaminata utilizzata su uno scivolo in cortile, ha spiegato il Cdc.