Sindaco di Messina: “Il mio sogno? Chiudere la carriera da governatore” 

Pubblicato da in data 5 Luglio 2020

Sindaco di Messina: Il sogno? Chiudere la mia carriera da governatore

(Fotogramma)

Pubblicato il: 06/07/2020 16:25

Parla di un “risultato inaspettato” ma, pur dicendosi “non innamorato” dei sondaggi, non nasconde la propria soddisfazione per il podio nella classifica di gradimento degli amministratori, pubblicata dal Sole 24 Ore. Per Cateno De Luca, il vulcanico sindaco di Messina che nei giorni dell’emergenza Covid-19 ha ‘sfidato’ anche il Viminale attaccando la ministra Larmorgese e incassando una denuncia per vilipendio, il secondo posto in classifica “c’entra relativamente con il coronavirus e la gestione di quei mesi di ‘guerra’”. Al contrario il suo ‘trionfo’ è “il risultato della buona amministrazione e della politica del fare“, dice il sindaco all’Adnkronos.

“Odio i salotti, i fronzoli, le chiacchiere vuote e inutili. Sono sempre stato una persona pratica e concreta e non ho mai amato l’ipocrisia istituzionale”, puntualizza De Luca, che si definisce non un “politico”, ma “un amministratore che si misura con i risultati e non con il teatro e le chiacchiere, che se serve, però, so fare anche io”. “Non sono innamorato dei sondaggi – spiega – certo mi gratifica il riconoscimento ottenuto, ma io non sono in alcun modo condizionato dalle classifiche di gradimento. Sono sempre stato abituato a fare ciò che ritengo necessario e a non lasciarmi condizionare dalle reazioni istantanee e attacchi mediatici”. Come è successo nei mesi caldi dell’emergenza Covid-19, quando il sindaco, che in molti hanno definito ‘sceriffo’, ha imposto ai propri concittadini il coprifuoco, dando battaglia al governo Conte. “Tornassi indietro rifarei tutto al cubo. Bisognava salvare la città dal contagio”, taglia corto.

Il suo obiettivo in “quei terribili 60 giorni” è stato “‘terrorizzare’ i miei concittadini e non farli uscire da casa. Mi sono scontrato con le Istituzioni perché ho dimostrato che tutto quello che avevano messo in campo era farlocco, mirato solo a far filare le cose sulla carta”, dice ricordando che “dove ho amministrato ho avuto indici di gradimento importanti”. Basti pensare a Fiumedinisi, nel Messinese. “Eletto nel 2003 poco più che giovincello con il 51 per cento delle preferenze, sono stato rieletto nel 2008 con 70 per cento dei voti”. La sua stella polare? “La politica del fare. Da sempre”.

De Luca torna poi a parlare di una sua possibile candidatura a Palazzo d’Orleans e delle ‘simpatie’ non nascoste nei suoi confronti dal leader della Lega, Matteo Salvini. “Non ho mai nascosto il mio sogno: chiudere la mia carriera politica da governatore. Quando sarà, se tra 5 o 10 anni, non lo so. Come ho detto nelle scorse settimane a Salvini ‘non ho l’età’, non sono a quel punto della vita che mi costringe ad avere la fregola di consegnarmi politicamente a questo o a quel partito” dice il primo cittadino.

“Non sono una persona che si fa scegliere dagli altri, gli endorsement non appartengono alla mia cultura – aggiunge – Sono stato sempre indipendente come dimostra il fatto che a Messina sono stato eletto contro tutto l’arco costituzionale. So essere di estrema destra e di estrema sinistra perché non credo a queste contrapposizioni. Se ritengo che una cosa sia necessaria la faccio a prescindere dagli schieramenti. Non escludo di candidarmi alla Presidenza della Regione siciliana ma non ho mai amministrato pensando al dopo perché così perdi di vista quello che stai facendo, nel mio caso l’impegno assunto con Messina”.

Il sindaco di Messina torna a criticare il Conte bis questa volta sul fronte delle politiche in tema di immigrazione: “Ci sono dati statistici che dimostrano che questo governo sta facendo male sui migranti. Il fallimento è nei numeri e durante una fase di emergenza sanitaria come quella che viviamo a causa dell’epidemia da Covid-19 gettare benzina sul fuoco è la cosa peggiore che si possa fare”. Nella città dello Stretto alle prese con altre emergenze come quella delle baraccopoli con “le famiglie costrette a vivere sotto tetti d’amianto” non sono stati trasferiti al momento migranti, ma per il primo cittadino quello delle navi deve diventare “un sistema strutturato e la soluzione definitiva” nella gestione degli sbarchi.

“Come si dice ‘occhio non vede, cuore non duole’ – aggiunge – Potrà sembrare ipocrita ma questa soluzione è in grado di assicurare la tranquillità sociale. Amministrare le masse in situazioni simili può diventare complicato ecco perché evitare certi approcci è fondamentale. Dalla nave i migranti devono essere condotti direttamente negli altri Stati secondo una ripartizione per quote. Invece, su questo punto il Conte bis non ha fatto nulla”.

Per De Luca, al contrario, l’esecutivo targato Lega-M5s aveva tenuto sul fronte dei migranti “una linea più rigida, qualche volta anche esagerata perché su questa gente non si può fare speculazione politica, ma i numeri erano diversi. Invece oggi siamo davanti a un completo fallimento senza che all’orizzonte ci siano provvedimenti definitivi”.

E non usa mezzi termini per bocciare l’azione del presidente della Regione, Nello Musumeci, al ‘giro di boa’ dei due anni e mezzo di legislatura: “Sui migranti così come sul resto Musumeci non ha fatto nulla. Zero sul fronte dei rifiuti, zero sulle politiche di risanamento, zero in termini di accelerazione della spesa dei fondi Ue con il rischio di disimpegno di ingentissime risorse. La Sicilia è finanziariamente fallita e il governatore è tenuto al guinzaglio dal premier Conte“.

“La sua politica è stata fallimentare e a dirlo non sono i pregiudizi e le opinioni di un sindaco ma i dati che sono sotto gli occhi di tutti – aggiunge – In nessun campo il governatore ha portato avanti la tanto annunciata discontinuità con il passato”. La conseguenza per il primo cittadino è che “la Sicilia è sotto ricatto da Roma. Tutto il resto sono min…, il festival delle min…”.

De Luca ricorda di aver ereditato una città con “550 milioni di euro di debiti che in due anni e mezzo abbiamo ridotto a 150 milioni. Io sono l’unico sindaco d’Italia ad aver licenziato dirigenti comunali, passando da 23 a 9 e affrontando contenziosi e il duro scontro con i sindacati. Ma spesso sono proprio i burocrati una delle cause del fallimento delle amministrazioni. Questa è la dimostrazione che se si vuole le cose si possono fare”.

Davanti a un’Isola con le casse in rosso, è la tesi di De Luca, “Musumeci non può battere i pugni sul tavolo né sul fronte dei migranti né sul resto. L’ultima finanziaria varata dal suo esecutivo è basata, anche per le spese correnti, su fondi extra bilancio, se non sbloccano l’intesa con Roma Musumeci non mangia il panettone e può andare in Tribunale a dichiarare il fallimento della Regione. Roma lo sa e tira la corda”. De Luca si dice “profondamente deluso” dal governatore con cui “i rapporti si sono interrotti” perché servono “meno annunci e più fatti”, conclude.


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato sul nostro sito.* campo obbligatorio.



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background