Manfredi: “In Italia pochi ricercatori e anziani, recluteremo 6.000 giovani talenti” 

Pubblicato da in data 7 Luglio 2020

Manfredi: In Italia pochi ricercatori e anziani, recluteremo 6.000 giovani talenti

(Afp)

Pubblicato il: 08/07/2020 11:32

“I problemi” della ricerca scientifica italiana partono “da un numero troppo basso di ricercatori: noi abbiamo troppi pochi ricercatori“. A indicarlo è stato il ministro dell’Università e Ricerca, Gaetano Manfredi, dialogando al Forum Pa con il presidente della kermesse Carlo Mochi Sismondi.

“Se pensiamo alla Germania, alla Francia – e non dico alla Corea del Sud – ma comunque a quelli che sono i Paesi che studiano sulle grandi tecnologie”, noi come sistema Italia registriamo “un numero di ricercatori troppo basso e con una età media troppo alta” ha segnalato Manfredi.

Un quadro, ha sottolineato il titolare del Mur, che è “conseguenza di una politica di mancato reclutamento del ‘talento giovane’ che negli ultimi 10 anni è stata drammatica”.

Ciononostante, ha sottolineato Manfredi, nell’emergenza coronavirus, sul fronte della ricerca scientifica “l’Italia ha mostrato un grande protagonismo sia a livello europeo che globale“. Nel contrasto alla pandemia di Sarsv-Cov-2, “i Nostri gruppi di ricerca hanno dato e stanno dando un contributo importante: gli ultimi dati ad alto impatto relativi al Covid-19 vedono l’Italia ad un alto numero di articoli scientifici negli ultimi 3 mesi, segno che la ricerca italiana è protagonista“.

Ma il numero dei ricercatori salirà “del 10% nei prossimi mesi”, grazie agli ultimi passi sostenuti dal titolare del Mur, insieme a tutto il governo che porteranno a “reclutare seimila nuovi ricercatori” nel nostro Paese. “Solo negli ultimi due o tre anni – ha osservato Manfredi – si era cominciata una strada di reclutamento di giovani ricercatori nelle università e negli enti di ricerca dopo molti anni di fermo, con grande danno per tutto il sistema italiano”.

“Su questo abbiamo dato una grande spinta – che io ho fortemente voluto insieme al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ed al governo – perché, prima nel Milleproroghe precedente alla crisi pandemica, ma soprattutto nel Dl Rilancio, abbiamo fatto un investimento importante sui ricercatori” ha sottolineato il ministro. Con questi provvedimenti, ha detto Manfredi, “alla fine noi recluteremo, nel giro di pochi mesi, 6mila ricercatori che è un numero alto rispetto alle dimensioni del sistema ricerca Italia: abbiamo infatti poco più di 50mila tra docenti e professori nelle università, quindi reclutarne 6mila significa il 10% di quelli già operativi nelle università italiane”. Un numero consistente anche se, ha evidenziato il ministro, “in Germania parliamo di 150-200mila persone impegnate nella ricerca pubblica”.


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