Ponte Genova, rabbia M5S: “Tenuti all’oscuro” 

Pubblicato da in data 7 Luglio 2020

Ponte Genova, rabbia M5S: Tenuti all'oscuro

Pubblicato il: 08/07/2020 17:03

“Della lettera di De Micheli non sapevamo nulla… E se abbiamo un viceministro alle Infrastrutture e un sottosegretario al Mit, per giunta ligure, allora sì che è grave”. La rabbia M5S rimbalza sui telefonini dei parlamentari e dei membri di governo grillini, mentre monta la notizia della missiva della responsabile delle Infrastrutture, la dem Paola De Micheli, al commissario Bucci: in sintesi, affidare ad Autostrade il nuovo ponte per consentirne l’apertura immediata. Almeno fino all’arrivo di un’eventuale revoca.

Ma la rabbia grillina tocca soprattutto questo. “Sono due anni che parliamo di revoca – lamentano gli eletti – e siamo sempre fermi”. E’ un tutti contro tutti quello che si registra in queste ore in un Movimento in forte fibrillazione. Contro De Micheli, dunque, ma non solo. “Per tagliare il nastro del nuovo ponte – fa notare un ministro M5S all’Adnkronos – l’affidamento al gestore era d’obbligo, De Micheli non aveva altre scelte… Il problema è che il gestore è sempre lì, ed è ancora Benetton”.

Certo il silenzio di De Micheli non passa inosservato: “Non poteva non sapere che stava lanciando una bomba, soprattutto nel campo del M5S”. Nel mirino dei pentastellati c’è però anche il premier Giuseppe Conte, che era stato ‘messo per conoscenza’ nella lettera di De Micheli ma non ne avrebbe fatto parola con i 5 Stelle, con il sottosegretario Riccardo Fraccaro e con il capodelegazione Alfonso Bonafede, assicurano all’Adnkronos i beninformati. Ma anche gli stessi Fraccaro, Bonafede, e il viceministro al Mit Giancarlo Cancelleri vengono ‘bacchettati’ in ore complicate.

L’accusa è di non aver “tenuto il fiato sul collo su questa vicenda, che per il M5S è vitale: dovevano essere come una goccia cinese, scavare la roccia – sbotta un sottosegretario – e invece si è lasciato ‘non decidere’, questa è la verità”.

Un’accusa che sembra emergere anche nel tweet al vetriolo del viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni, finito nei mesi scorsi proprio nel mirino di Benetton: “Rinviare non significa risolvere i problemi! Il conto, salato, alla fine si paga sempre. I cittadini ci hanno eletto per #cambiare e #decidere e non per avere ‘l’anime triste di coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo’ #NonInMioNome #ViaIBenetton”, scrive durissimo citando non a caso gli ignavi nel vestibolo dell’Inferno di Dante. (di Ileana Sciarra)


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