Cei, Bassetti: “Ricostruire il mondo, no agli spettatori irrilevanti” 

Pubblicato da in data 10 Luglio 2020

Cei, Bassetti: Ricostruire il mondo, no agli spettatori irrilevanti

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Pubblicato il: 11/07/2020 19:03

“Mai come oggi, in questo drammatico e complesso cambiamento d’epoca, siamo tutti esortati a discernere i ‘segni dei tempi’. Oggi infatti è, senza dubbio, il tempo dei profeti”. Lo sottolinea il presidente della Cei Gualtiero Bassetti celebrando la messa a Santa Cecilia, a Roma, per la rinascita del Paese. “E’ tempo di coloro che sanno mettersi in ascolto, ogni giorno, della parola di Dio e sono in grado di leggere in profondità il mondo che ci circonda”, dice il porporato. “Per rispondere alle sfide imposte dalla pandemia nel mondo contemporaneo – esorta Bassetti – non abbiamo bisogno soltanto di grandi esperti o di tecnici, ma abbiamo bisogno soprattutto di uomini e donne che si fanno ‘ambasciatori di Cristo’. Uomini e donne che, come le sentinelle per la casa d’Israele, rispondono a una missione divina, esprimono con passione e generosità la loro vocazione e si mettono a disposizione della comunità”.

Il presidente della Cei ricorda che oggi si celebra San Benedetto: “Senza dubbio un profeta dei suoi tempi. Paolo VI quando lo proclama patrono dell’Europa lo definisce come ‘messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà, e soprattutto araldo della religione di Cristo e fondatore della vita monastica in occidente’. Pace, unità e cristianesimo: ovvero le basi della nostra civiltà. La fitta rete di monasteri benedettini che si sviluppa in tutto il continente europeo costituisce, ancora oggi, le fondamenta spirituali, culturali dell’Europa. Di un’Europa che “prega e lavora”: cioè che contempla la parola di Dio e si prende cura di tutti gli esseri umani, a partire dai più deboli”.

Bassetti invita ad ispirarsi alle Beatitudini: “Sono il termine di confronto e di valutazione dei nostri comportamenti quotidiani e delle nostre scelte di vita. Le Beatitudini sono la nostra regola di vita, sono un dono della grazia, ma sono anche frutto di preghiera costante e di totale abbandono all’azione dello Spirito. Possiamo leggere per tutta la vita le Beatitudini, ma non si improvvisano dentro di noi. Non si traduce Cristo dentro di noi se non nella preghiera e in un totale abbandono all’azione dello Spirito”.

Il presidente dei Vescovi ricorda che “papa Francesco ha addirittura consigliato di imparare a memoria le parole delle Beatitudini, perché quelle parole rappresentano “la carta d’identità del cristiano”, una vera e propria “mappa di vita” da cui non si può prescindere. Una carta d’identità da tenere sempre con noi. In ogni ambito dell’agire umano, nella famiglia e nella scuola, nel lavoro e nel tempo libero, ogni cristiano è chiamato a incarnare le Beatitudini con atti concreti e non solo a parole. Perfino nella vita politica e nell’esercizio del potere, il cristiano è chiamato a rendere testimonianza a questo passo del Vangelo”.

Non servono “spettatori irrilevanti”, c’è bisogno di ricostruire il Paese, il mondo, continua Bassetti che, ispirandosi ad una figura a lui molto cara, Giorgio La Pira, ricorda che “‘è riuscito a vivere la politica come la Beatitudine di colui che ha fame e sete di giustizia’. E questa fame e sete di giustizia è oggi più che mai necessaria. Ed è il requisito essenziale per tutti coloro che si accingono ad operare nella politica”.

Il cardinale Bassetti segnala che “dopo questo terremoto mondiale provocato dalla pandemia ci troviamo di fronte a un bivio epocale: o noi ricostruiamo il mondo con questa fame di giustizia oppure assisteremo al declino della nostra civiltà come spettatori irrilevanti. Come uomini e donne, cioè, che non hanno più nulla da dire e da dare alla società contemporanea”.

“E invece – osserva -abbiamo, come cristiani, molto da annunciare e da fare per il nostro tempo. Dobbiamo annunciare la “verità sull’uomo”, come amava dire Giovanni Paolo II, e dobbiamo impegnarci per l’unità della famiglia umana e l’unità della Chiesa. Di fronte al rischio di una crisi epocale dobbiamo comportarci come san Benedetto: pregare e lavorare per la rinascita del nostro Paese, del nostro continente e della nostra civiltà”.


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