Lopalco: “Pochi Moro o Berlinguer, nulla di male nel mettersi in gioco” 

Pubblicato da in data 12 Luglio 2020

Lopalco: Pochi Moro o Berlinguer, nulla di male nel mettersi in gioco

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Pubblicato il: 13/07/2020 11:10

“Se l’alternativa fosse Moro o Berlinguer, il problema non si porrebbe. Ma di Moro e Berlinguer in giro se ne vedono ben pochi”, quindi “non ci trovo nulla di male nel fatto che un professionista ponga le proprie competenze al servizio della comunità mettendosi in gioco con la puerile ambizione di poter cambiare le cose”. Parola di Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell’università di Pisa, consulente della Regione Puglia per l’emergenza Covid-19, che in un post su Facebook ha espresso la propria visione sugli scienziati in politica dopo le voci di una sua possibile candidatura alle prossime elezioni regionali in Puglia, al fianco di Michele Emiliano (Pd).

L’occasione è stata l’intervento di Massimo Gramellini sul tema, sabato scorso sul ‘Corriere della Sera’. Al giornalista che ha intitolato ‘Tra Lopalco e realtà’ la sua rubrica ‘Il Caffè’, Lopalco ha replicato via social con il post ‘Fra Gramellini e il sogno’. “Per la stima e l’affetto che nutro per Gramellini – scrive – non posso non accogliere l’invito alla riflessione che lui lancia. Con uno stile, devo dire, che finalmente è transitato dalla melassa al peperoncino”. La premessa del docente, in riferimento a un passaggio dell’editorialista, è una “breve precisazione: mai detto che le mascherine non servono, così mai profetizzato sciagure conseguenti alla movida. Basta leggere i virgolettati e non solo i titoli degli articoli per capire il senso delle mie dichiarazioni. Non solo la politica, ma anche quello del giornalista è un mestiere complicato”.

Ciò detto, “veniamo al punto: io, come Gramellini – spiega Lopalco – sono sempre stato convinto che il mestiere della politica sia complicato, faticoso, serve un talento specifico e, soprattutto, serve la scuola. Scuola che nella notte dei tempi era tenuta dai partiti. Sono ormai decenni che le scuole di partito sono chiuse. Dove sono dunque i professionisti della politica? Dove si sono formati? Nella famosa Università della Vita? Allora, mio caro Gramellini, affrontiamo la realtà”, invita lo scienziato. “Almeno nell’attesa che il vento distruttivo dell’antipolitica si sciolga così come si è alzato”.

“Nel frattempo – ragiona dunque Lopalco – non ci trovo nulla di male nel fatto che un professionista ponga le proprie competenze al servizio della comunità mettendosi in gioco con la puerile ambizione di poter cambiare le cose. Se l’alternativa fosse Moro o Berlinguer, il problema non si porrebbe. Ma di Moro e Berlinguer in giro se ne vedono ben pochi”.

Chiede pertanto l’epidemiologo: “Un professore di Igiene, che studia e insegna da anni organizzazione sanitaria, sarebbe un cattivo assessore alla Sanità? Probabilmente sì, ma qualche chance che ci azzecchi la vedo. Sicuramente non gli conviene a livello personale e professionale. Un professionista arrivato all’apice della carriera guadagna di più e ha più prestigio, facendo una vita certamente più comoda. Ma allora, chi glielo fa a fare? Ecco, appunto”, chiosa Lopalco.

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