‘Ndrangheta in Veneto, blitz dei Ros: 33 arresti e oltre 100 indagati 

Pubblicato da in data 14 Luglio 2020

'Ndrangheta in Veneto, blitz dei Ros: 33 arresti e oltre 100 indagati

Pubblicato il: 15/07/2020 13:19

Scattata all’alba l’operazione dei carabinieri del Ros (denominata ‘Taurus’) con il supporto dell’arma territoriale in Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Calabria, che ha eseguito un’ordine di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Venezia su richiesta della locale Dda, nei confronti di 33 indagati per associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, estorsione, rapina, usura, ricettazione, riciclaggio, turbata libertà degli incanti, furto aggravato, favoreggiamento, violazione delle leggi sulle armi, con le aggravanti mafiose.

Contestualmente, sono state notificate più di cento informazioni di garanzia ed effettuate numerose perquisizioni e sequestri di beni, mobili e immobili, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.

I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa avviata nel 2013 per ricostruire un traffico di stupefacenti diretto verso il Veneto, successivamente ampliata per accertare l’eventuale presenza in quella regione di strutture di ‘ndrangheta.

Le indagini, spiegano i carabinieri del Ros, hanno consentito di individuare gravi elementi di responsabilità in ordine ad una “strutturata consorteria ‘ndranghetistica stanziata a Sommacampagna (Verona) almeno dal 1981, riconducibile alle famiglie ‘Gerace-Albanese-Napoli-Versace’ originarie della piana di Gioia Tauro (Rc) e con ramificazioni in diversi comuni della Provincia di Verona (Villafranca Veronese, Valeggio sul Mincio, Lazise e Isola della Scala)”.

In particolare è stato possibile fare emergere importanti elementi di responsabilità partecipativa alla struttura ndranghetista con articolata divisione dei compiti all’interno del sodalizio, nonché la sua costante connessione con il ‘Crimine di Polsi’ in Calabria, confermando ulteriormente il carattere unitario della ‘ndrangheta.

Le indagini hanno anche evidenziato concreti e puntuali elementi di pervicace capacità di intimidazione e conseguente assoggettamento delle vittime, realizzato attraverso la commissione, nel tempo, di un sistematico e rilevante numero di reati (in particolare estorsioni ed usura), acclarando anche la realizzazione di un vorticoso giro di false fatturazioni per operazioni inesistenti. Inoltre sono stati documentati diversi episodi di riciclaggio, commessi attraverso società di cui i formali titolari si servivano, avvalendosi anche della mafiosità dei loro interlocutori, per trarre un personale tornaconto.

Dal quadro emerso dalle indagini è possibile ipotizzare, sulla base dei concreti elementi acquisiti, la capacità della consorteria di acquisire, direttamente o indirettamente, la gestione e il controllo di attività economiche nei più svariati settori (in particolare costruzioni edili e movimento terra, impiantistica civile ed industriale, servizi di pulizia e di affissione della cartellonistica pubblicitaria, commercio di autovetture e materiali ferrosi, nonché trasporti su gomma) anche in collegamento con soggetti contigui alla cosca ‘Grande Aracri’ di Cutro (KR) stanziali nella provincia di Verona.

Infine, gravi elementi sono emersi in ordine alla gestione, da parte dei sodali, di un traffico di stupefacenti, sviluppato nel veronese attraverso due canali di approvvigionamento: uno in Calabria e l’altro facente capo ad appartenenti a gruppi criminali albanesi e sloveni. Nel corso delle attività, sono stati sequestrati ingenti quantitativi di cocaina e marijuana.

Soddisfatto il governatore Zaia. “Esprimo la gratitudine di tutti i veneti per bene alla Dda di Venezia, al Procuratore della Repubblica Bruno Cherchi, al Comandante del Ros Pasquale Angelosanto e a tutti i suoi uomini per averci regalato una giornata radiosa nella lotta quotidiana alla criminalità organizzata che cerca spietatamente di infiltrarsi nella nostra regione”, commenta il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia. “Abbiamo – aggiunge Zaia – l’ennesima conferma dell’ottimo lavoro quotidiano della Dda veneziana e della Procura nel contrasto a un fenomeno criminale che semina morte con la droga e che, con molti altri gravi reati, mette a rischio l’economia e il lavoro della gente per bene. Questa, come altre in precedenza, è un’operazione a difesa delle persone e, al contempo, dell’economia reale, per garantire la libera concorrenza in un ambiente pulito e non drogato da attività illecite”. “Siamo in ottime mani – conclude Zaia – perché con questa professionalità e tenacia, altri successi arriveranno. La malavita tutta sappia che, in Veneto, c’è tanta gente che le renderà la vita sempre più dura”.


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