Inca: ‘Contagio da Covid-19? E’ infortunio e va denunciato, al via campagna social” 

Pubblicato da in data 16 Luglio 2020

Inca: 'Contagio da Covid-19? E' infortunio e va denunciato, al via campagna social

(Afp)

Pubblicato il: 17/07/2020 16:59

Vogliamo tutelare le persone e di garantire loro i diritti. E l’idea dello spot è nata perché abbiamo rilevato nell’attività che abbiamo svolto in questo periodo che tante persone dimostravano insicurezza su cosa fare, a chi rivolgersi, e perché fare la denuncia di infortunio nel caso di contagio da Covid-19“. Così Silvino Candeloro, componente del collegio di presidenza Inca Cgil, con Adnkronos/Labitalia, spiega i motivi che hanno spinto il Patronato del sindacato a lanciare un video spot con una campagna di sensibilizzazione sui social, rivolti alle lavoratrici e ai lavoratori per informarli sulle tutele previste dalla normativa vigente in caso di contagio da Cpvid-19 e permettere loro di accedere più facilmente alle prestazioni Inail.

Perchè, e il Patronato lo ricorda, il contagio da Covid-19 “è un infortunio sul lavoro. Denunciarlo è un tuo diritto”. “Abbiamo deciso di utilizzare i social in questa fase -spiega Candeloro- perché ci siamo resi conto che nel periodo di lockdown i lavoratori e lavoratrici hanno avuto difficoltà a raggiungere i nostri uffici. Quindi con i social speriamo di arrivare a contattare un numero di persone molto più ampio e garantire a loro tutti i diritti e le tutele necessarie“, sottolinea ancora.

E quindi con l’animazione dinamica e accattivante dello spot, il Patronato della Cgil invita tutti coloro che disgraziatamente sono stati vittime del virus o che lo potrebbero contrarre in futuro a rivolgersi agli uffici dell’Inca per avere tutta l’assistenza necessaria. Ma a cosa hanno diritto i contagiati da Covid-19? “I contagiati innanzitutto hanno diritto a un indennizzo per il periodo in cui non hanno lavorato. E’ un indennizzo che assicura l’Inail, dal momento però in cui viene fatta la denuncia di infortunio ed è una prestazione economica”, sottolinea Candeloro.

A spingere il Patronato verso la campagna di comunicazione è la sensazione di non essere riusciti a raggiungere finora tutti coloro che hanno diritto a denunciare l’infortunio e ricevere quanto previsto dalla normativa.

“Ad oggi -racconta Candeloro- abbiamo raccolto qualche migliaio di pratiche nelle nostre strutture locali, sono ancora poche e noi confidiamo molto in questo spot che ci consentirà di avere un riscontro migliore di quello avuto fino ad oggi nelle denunce che i lavoratori si apprestano a fare. Questo per noi è fondamentale anche perché la denuncia può essere fatta sia da parte del datore di lavoro che dalle nostre strutture quindi invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici, anche se il datore di lavoro non fa la denuncia, a rivolgersi al Patronato Inca”, spiega ancora il dirigente del Patronato.

E il Patronato ha messo in campo tutte le misure necessario affinchè questo avvenga in totale ‘sicurezza’. “Noi oggi lavoriamo soprattutto per appuntamento, con tutte le precauzioni necessarie per garantire ai nostri operatori e alle persone che si rivolgono di evitare qualsiasi rischio rispetto al contagio. Quindi abbiamo organizzato i nostri uffici con tutte le attrezzature necessarie, con le mascherine, i gel per la sanificazione, e operiamo dentro tutte le regole previste dalla normativa e dai protocolli”, spiega ancora Candeloro.

E il sostegno del Patronato non si fermerà all’iter per la presentazione della domanda di indennizzo per l’infortunio. “Nella prima fase del contagio il lavoratore ha diritto a un indennizzo economico dell’Inail, successivamente quando si farà una valutazione dei postumi della malattia, si verificherà la percentuale del danno che il virus ha provocato e questo cambia da persona a persone, quindi va fatta una valutazione medico-legale specifica e in base ai postumi che possono essere di tre tipi (respiratorio, cardiovascolare, neurologico) noi valuteremo dal punto di vita medico-legale e garantiremo o la prestazione legata al danno biologico o la rendita”, spiega ancora Candeloro.

In conclusione, spiega Candeloro “speriamo attraverso lo spot e il passaggio sui social di raggiungere una platea di persone più ampia possibile. Gli obiettivi sono quelli di tutelare le persone e di garantire loro i diritti. Questo è l’obiettivo principale per noi e lo perseguiremo con tutte le nostre energie e le forze che abbiamo”.


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