M5S, malumori su vertici per rinnovo commissioni: a rischio 4 presidenze 

Pubblicato da in data 18 Luglio 2020

M5S, malumori su vertici per rinnovo commissioni: a rischio 4 presidenze

Foto Fotogramma

Pubblicato il: 19/07/2020 18:00

L’aria di guerra che si respira nel M5S tocca anche il rinnovo delle presidenze delle commissioni parlamentari, dopo la ‘fumata nera’ di mercoledì scorso con la maggioranza che non trova la quadra e si lascia sfuggire l’accordo. Il Movimento, che a inizio legislatura aveva fatto il pienone di presidenze aggiudicandosene ben 14, ora rischia di perderne 4 e doversi accontentare di 10 guide di commissioni. Viene infatti data per persa la commissione Esteri della Camera, ora a guida Marta Grande, ma il Pd mirerebbe ad ‘accaparrarsi’ anche la Giustizia. Non solo. La commissione Finanze guidata dall’ex grillino Raffaele Trano, ora al Misto, difficilmente tornerà sotto la guida pentastellata. E anche al Senato i grillini potrebbero perdere la Commissione Lavoro. Tradotto: quattro a rischio e tanto malcontento.

E’ soprattutto a Palazzo Madama che si registrano nervosismi e tensioni, con il capogruppo Gianluca Perilli costretto a spiegare ai suoi, raccontano alcuni beninformati all’Adnkronos, come le cose siano cambiate: se prima si ragionava solo con un altro partito, le Lega di Salvini, nel secondo governo Conte ci sono Pd, Leu e Iv con cui dover fare i conti, dunque le condizioni sono cambiate rispetto a inizio Legislatura. Senza contare che i gruppi parlamentari del Movimento alla Camera e al Senato, tra fuoriuscite ed espulsioni, si sono ‘assottigliati’ notevolmente, mutando il loro peso specifico.

Ragioni che non sembrano convincere tutti. Crescono infatti i malumori verso il capo politico Vito Crimi -“sulle commissioni ci stanno asfaltando e lui dorme”, lo sfogo che gira su alcune chat interne- l’uomo che avrebbe dovuto traghettare il Movimento verso una nuova fase che tuttavia, tra emergenza Covid e problemi interni, al momento non sembra delinearsi all’orizzonte. Anzi.

La convinzione che sta prendendo forma è che gli Stati generali non verranno convocati prima dell’anno nuovo, almeno gennaio. E anche sulle discusse presidenze di commissione un rinvio ‘sostanziale’ appare ormai un rischio più che reale: “si era detto che le avremmo rinnovate subito dopo lo scostamento di bilancio – dice un presidente di commissione all’Adnkronos – ma se il via libera del Cdm allo scostamento arrivarerà il 29 luglio, a questo punto non credo proprio che si decideranno ad agosto. Molto più facile si arrivi a settembre”.

Tempi biblici, soprattutto per un Movimento in fibrillazione ormai perenne. Dove un altro braccio di ferro è andato in scena, sempre sul fronte commissioni, tra neoeletti e parlamentari al secondo mandato. I primi, infatti, hanno chiesto che sul rinnovo delle presidenze fosse dato spazio anche a loro, rimasti a bocca asciutta nei ruoli di governo e anche di guida degli organismi parlamentari. Chiedendo dunque, come raccontato dall’Adnkronos, che tornasse a vigere la vecchia regola della turnazione.

Alla fine, per sedare i malumori, la presidenza di sole due commissioni dovrebbe essere affidata a parlamentari al primo mandato: Vittoria Casa prenderà il posto di Luigi Gallo, in commissione Cultura, Mario Perantoni dovrebbe subentrare a Francesca Businarolo alla Giustizia. Sempre che il Pd non riesca a sfilare al M5S la guida della II commissione.


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