Covid, l’infettivologo: “Ancora ricoveri, avremo 5-6 mesi critici” 

Pubblicato da in data 19 Luglio 2020

Covid, l'infettivologo: Ancora ricoveri, avremo 5-6 mesi critici

(Afp)

Pubblicato il: 20/07/2020 08:59

Covid-19 è ancora tra noi. “I ricoveri ci sono, non è vero che abbiamo solo a che fare con asintomatici. Diminuiscono i pazienti nelle terapie intensive perché in media i nuovi positivi sono più giovani, ma l’epidemia rischia di raggiungere anche i soggetti fragili. Inoltre, il 50% dei pazienti più gravi quando guarisce non ritrova subito lo stato di salute che aveva prima di ammalarsi. In sintesi: bisogna essere molto prudenti”, avverte in un’intervista a ‘il Messaggero’ Massimo Andreoni, direttore di Malattie infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit). In attesa di un vaccino contro il nuovo coronavirus, “abbiamo 5-6 mesi critici di fronte a noi. Dobbiamo resistere“, esorta l’esperto.

Tra i nuovi positivi a Sars-CoV-2, sottolinea, “c’è sicuramente una maggioranza di asintomatici” che “si trovano con la sierologia o perché contatti di un altro contagiato. Ma non tutti sono senza sintomi“, precisa Andreoni. “L’incremento dei numeri a macchia d’olio in tutta Italia è preoccupante – ammonisce l’infettivologo – E anche il numero dei ricoverati non è basso”, ribadisce: “Solo nel Lazio sono 180”. E anche se i malati in terapia intensiva sono pochi, per i degenti “negli altri reparti i sintomi sono sempre quelli che ormai conosciamo. Abbiamo imparato a ricoverare i pazienti prima, in modo da evitare che si aggravino. Questo aiuta, ma allo stesso tempo questa recrudescenza preoccupa molto”, insiste il docente che rileva “meno attenzione da parte dei cittadini, indubbiamente. E non va bene”.

Insomma, il messaggio del direttore scientifico Simit è che “i casi sono sì meno gravi di quelli della prima ondata, ma solo perché sono soggetti più giovani. Di questo passo l’epidemia raggiungerà anche i più fragili e sarà un problema. Il virus non ha modificato le sue caratteristiche”, sostiene Andreoni. “Purtroppo – osserva – in questa fase estiva, in cui speravamo di avere una tregua, un’eccessiva imprudenza generalizzata, gli assembramenti e il sovraffollamento di alcuni luoghi di cui tanto si parla non ci stanno aiutando. E abbiamo gli effetti anche dell’arrivo di casi dall’estero”, perché “nel mondo la pandemia è al massimo”.

L’infettivologo ricorda poi che Covid-19 può lasciare dei segni: “Insufficienze respiratorie severe sono rare, ma ci sono. L’astenia profonda, un rapido affaticamento, è presente. Il virus lascia dei postumi che dobbiamo capire meglio, così come dobbiamo comprendere come fare riabilitazione. Tra i casi più gravi, il mancato recupero dello stato di salute precedente alla malattia c’è nel 50% dei pazienti; conseguenze più serie, come un’insufficienza respiratoria, nel 10%. Non è una regola assoluta”, puntualizza lo specialista. “Ci sono soggetti che hanno avuto la malattia in forma lieve, ma stentano a recuperare”. E infine, “non mancano problemi psicologici e anche psichiatrici”.


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